Il Tirreno

Grosseto

Lite con la vicina, assolto in Appello

Il tribunale di Grosseto lo aveva condannato a tre mesi (pena condonata) e al pagamento della parte civile alla sua vicina di casa, la donna che lo aveva querelato dicendo di essere stata spinta giù...

2 MINUTI DI LETTURA





Il tribunale di Grosseto lo aveva condannato a tre mesi (pena condonata) e al pagamento della parte civile alla sua vicina di casa, la donna che lo aveva querelato dicendo di essere stata spinta giù dalle scale dall’uomo dall’uomo per una lite.

La Corte d'Appelo di Firenze, prima sezione Penale invece, lo ha assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Umberto Di Bartolomei, 62 anni, lo aveva detto subito al giudice e al suo avvocato: lui non aveva sfiorato quella donna che abitava accanto a lui, ad Arcidosso, dove aveva una casa per le vacanze. Due anni fa la sentenza del tribunale di Grosseto: tre mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno, alla provvisionale di 3000 euro ed alle spese processuali in favore della parte civile perché riconosciuto colpevole del reato di lesioni nei confronti della signora.

La donna lo aveva denunciato per un fatto avvenuto ad Arcidosso il 12 dicembre 2004.

Aveva detto che, dopo una lite per i vasi di fiori che erano sul balcone, Di Bartolomei l'avesse spinta facendola rotolare all'indietro lungo delle ripide scale in pietra dopo averle appunto scagliato contro un contenitore per le piante.

Il sessantaduenne, si era sempre professato innocente e dopo la sentenza di condanna emessa dal tribunale di Grosseto, aveva proposto, tramite il suo avvocato Simone Aldi, appello contro tale sentenza rilevando che il giudice di primo grado non aveva tenuto conto delle gravi contraddizioni emerse in sede di esami testimoniali e, soprattutto, della perizia medico legale affidata dallo stesso giudice al dottor Roberto Martini, che aveva escluso che la donna fosse caduta lungo le scale o colpita dal vaso di fiori, evidenziando così l'incompatibilità tra la dinamica riferita dalla parte civile e le lesioni riscontrate dal perito (lieve distorsione di 1° grado con malattia quantificata in 5 giorni). «Dopo quasi 8 anni di calvario giudiziario - dice ora l’avvocato Simone Aldi - il mio assistito ha avuto finalmente giustizia. Lui lo ha detto più e più volte di non averla colpita con il vaso e nemmeno di averla spinta. Ora, finalmente, è venuta fuori la verità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa