Il Tirreno

Grosseto

La Provincia sfratta anche il prefetto

di Guido Fiorini
La Provincia sfratta anche il prefetto

Nel 2013 circa 8,3 milioni in meno in bilancio: addio a servizi essenziali e all’uso gratuito di palazzi di proprietà

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GROSSETO. Il prefetto farà bene a iniziare a mettere la sua roba nei cartoni e a prepararsi al trasloco, perché la Provincia, che non può più concedere gratuitamente l’immobile di piazza della Vasca, gli darà lo sfratto: l’immagine è forte, ma dà l’idea dello sfascio al quale è arrivato questo Stato che sa risparmiare solo sui servizi alla gente (che è facile, basta un colpo di penna) e non sui propri sprechi (che è un po’ meno facile, bisogna far pulizia all’interno).

Certo è che la legge di stabilità del governo prevede un taglio di 500 milioni alle Province nel 2012 e di 1 miliardo e 250 milioni nel 2013.

Per Grosseto la stima è che l’anno prossimo il bilancio sarà più magro di 8,3 milioni più è probabile una sanzione di altri 4 milioni per il mancato rispetto del patto di stabilità. Numeri che si traducono in tagli ai servizi, anche quelli essenziali, dalla scuola, al gasolio, alla protezione civile, alle strade.

Il presidente Marras, descrivendo lo scenario per il prossimo anno, parla chiaro. Non è più spending review, revisione della spesa, ma spendind disappearance, “sparizione della spesa”. «La speranza – dice – è che qualcuno si renda conto di aver... sbagliato i conti. Perché così si vanno a tagliare contributi per settori fondamentali e a limare servizi essenziali per la gente. Sto firmando in questi giorni 44 lettere dirette a tutti i soggetti interessati. Inoltre dovremo alzare al massimo la tassazione, dal passaggio di proprietà per le auto alla Cosap, la concessione per chi si immette sulle strade provinciali. Insomma, lo Stato taglia a noi, ma fa male ai cittadini. Senza dimenticare che, in caso di emergenze come la neve dell’anno scorso, non avremo un euro».

I tagli principali. La tabella accanto, nel dettaglio, indica quali tagli sono previsti l’anno prossimo. Detto dello sfratto alla prefettura, Marras ha firmato ieri la lettera (nella foto in alto) con cui chiede un incontro al prefetto Valentini per cercare una soluzione, la stessa sorte toccherà ai carabinieri di Manciano, perché la caserma è della Provincia. Tagli netti anche alla scuola, con il contributo per il trasporto dei portatori di handicap e quello all’università che, visto in che condizioni è, pare difficile che possa andare avanti.

«Saremo costretti - aggiunge il presidente - ad azzerare tutti i contributi per la cultura, dai musei all’Isgrec, ma anche il contributo alla Cciia per Maremma wine e food shire. Lo stesso accadrà con pari opportunità e volontariato».

Ambiente e protezione civile. Al coordindamento delle protezioni civili non arriveranno più i 40mila euro di ogni anno, ma saranno azzerati i soldi per le aree protette e il parco regionale della Maremma. Inoltre non saranno più garantiti i contributi (per carburante e servizi antincendio) al Corpo forestale dello Stato. E in Maremma non è cosa da poco.

Comuni e strade. Addio sostegno ai piccoli Comuni, ma addio anche al Suap, lo sportello unico per le attività produttive, a cui si appoggiano i principali Comuni maremmani. Ma la vera mazzata ai Comuni arriverà con le strade. «Su 1833 km di strade che gestiamo direttamente – spiega Marras – ce ne sono 676 che non hanno più caratteristiche di provinciali. Finora le gestivamo comunque, facendo noi la manutenzione, adesso torneranno ai Comuni». Quelli più “sfortunati” saranno Sorano (70km), Scansano (63km) e Massa Marittima (56km).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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