Proteste
Il Parco Centrale non piace per niente
Bocciato il progetto di riqualificazione dell’ex ippodromo: giù il muro e i tigli di via Massetana, critiche alla viabilità
FOLLONICA. Il parco che non piace. La grande trasformazione che presto prenderà forma nel centro storico della città del Golfo a qualcuno non vuole proprio andare giù: la zona verde che sarà realizzata al posto del vecchio ippodromo non soddisfa una parte dei cittadini, convinti che il progetto sia un vero e proprio scempio. Che cosa non soddisfa di quel piano studiato da un architetto di fama mondiale come Goncalo Byrne? Innanzitutto il fatto che verranno tolti i tigli di via Massetana, alberi che costeggiano la strada e che la caratterizzano da sempre e inoltre che verrà demolito il muro di recinzione del vecchio impianto ippico. Poco gradite le modifiche alla viabilità che deriveranno da quel progetto, via Massetana verrà raddrizzata e a quanto sostengono i contrari al piano, anche la rotonda dell’ippodromo sparirà e forse sarà anche creata una nuova arteria che attraversando il Parco arriverà direttamente in via della Pace.
«La sindaca - scrive Marco Stefanini, ambientalista del Golfo, che con una foto pubblicata su Facebook ha scatenato la discussione sul Parco Centrale - ha recentemente affermato che non si darà per vinta sulla negazione a fare la strada che doveva, secondo i piani Byrne/Baldi, attraversare tutto il Parco per congiungere la Massetana con via della Pace, distruggendo il corso della gora delle Ferriere. Quindi un parco – mercato – parcheggio - tangenziale: ma che cosa ha finanziato la Regione?». Nei vecchi piani realizzati dalla giunta di Claudio Saragosa era previsto un ponte pedonale e ciclabile che attraversando viale Europa collegava il Parco con la zona dell’ex Ilva. Inoltre era in progetto la creazione di un parcheggio sotterraneo, idea scartata dall’attuale governo. Altra punto finito sotto accusa?
La decisione della giunta Baldi di accantonare per ora la realizzazione del Campus scolastico, che per molti era il punto forte del grande piano di trasformazione del centro città. le scuole non le faranno. «Eppure a noi - commenta Riccardo D’Ambra portavoce della civica Follonica Libera - sembra la cosa più importante. Questo diventerà lo spreco più grande che Follonica abbia mai avuto. L'unica speranza è che caschino (riferendosi all’attuale maggioranza) prima di riuscire a realizzarlo». «Passino i direttori generali che magari fra 20 anni saranno solo un brutto ricordo, ma gli scempi restano per generazioni», così commenta Paola Mirolli, membro del comitato Salviamo la Colonia Marina. L’area scolastica era anch’essa contenuta nei vecchi piani saragosiani: 30mila metri quadri destinati a ospitare parte degli istituti cittadini. «Il nuovo polo - si legge nel libro con cui Saragosa presentò il Parco Centrale - consente di liberare edifici non più idonei, ma, poiché inseriti nel tessuto urbano adatti ad essere riconvertiti ad altre funzioni che rispondano alle esigenze della Follonica balneare, con recupero di risorse economiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
