Sicurezza
Contro il biogas parte la petizione web
Capalbio, nuova agguerrita battaglia del comitato che si oppone alla centrale di Sacra. Ecco una raccolta di firme online
CAPALBIO. Una nuova battaglia intrapresa dal Comitato No Biogas Capalbio, già fautore di iniziative e manifestazioni sul territorio della piccola Atene, si sta spargendo a macchia d’olio sul web.
Si tratta di una petizione, da indirizzare al presidente della Provincia Leonardo Marras, al suo vice Marco Sabatini, al sindaco Luigi Bellumori - nonché a tutti gli aventi causa dei processi di realizzazione dell’impianto - per ribadire il proprio “no” allo stabilimento Sacra che potrebbe presto sorgere su via dell’Origlio, a poca distanza dall’oasi naturalistica del lago di Burano.
Dopo la sterzata del Comune di Capalbio che il 2 ottobre ha firmato la determina che approva il piano aziendale proposto da Sacra srl per la realizzazione di un impianto biogas da 999kw a 500 metri dalla riserva naturale, ecco che sul sito “Avaaz.org”, sotto la voce “petizioni per la comunità”, si alza il grido dei capalbiesi: “Aiutateci a fermare il biogas”.
La preoccupazione più grande, adesso, è che anche la Provincia di Grosseto rilasci un parere positivo a seguito dell’imminente conferenza servizi che vedrà coinvolti, tra gli altri, Asl, Arpat e Soprintendenza. Se la previsione dovesse prendere forma, la stessa Provincia firmerebbe l’autorizzazione unica che consentirebbe alla società di Puri Negri di costruire il tanto discusso impianto, senza alcun diritto di replica da parte dei contestatori che potrebbero solo tentare il tutto per tutto con il ricorso ai giudici amministrativi.
Il comitato invita dunque alla partecipazione illustrando i punti su cui non intende transigere.
Primo fra tutti l’ubicazione dell’impianto che a loro dire, secondo le linee guida del settembre 2010, non rientrerebbe nei luoghi idonei per la realizzazione di tali opere, lecite invece sotto «aree già degradate da attività antropiche, siti industriali, cave, discariche», e violerebbe le prescrizioni sulla localizzazione di aziende per la produzione di energia rinnovabile contenute negli strumenti urbanistici comunali.
La zona prescelta per la localizzazione dell'impianto di Capalbio - scrive il comitato no Biogas - distante solo 500 metri dal lago di Burano, non solo non è degradata, ma è pressoché incontaminata e costituisce uno degli scorci panoramici più belli del mondo. Inoltre - sostiene il comitato - «è insostenibile per la viabilità locale il traffico di mezzi pesanti necessario per il trasporto delle oltre 33.000 tonnellate di materiali in entrata e in uscita dall’impianto, così come è insostenibile l’impatto sull’habitat del lago di Burano». Infine, chiude il comitato, il biogas sarebbe collocato a meno di 150 metri dalle prime abitazioni: «Vi è il fondato rischio che possa determinare gravi danni alla salute di uomo e animali. Senza considerare il consumo di enormi quantitativi di acqua in una zona già fiaccata dalla siccità».
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