Il dolore
«Si risparmia con l’Isee» Bai attacca il governo
Il sindaco risponde alle mamme che hanno protestato per il caro-mensa Il Comune costretto a sostenere i tagli: paga di più chi ha un reddito più alto
MASSA MARITTIMA. «I cittadini compilino il modello Isee: potrebbero trovarci delle belle sorprese». Intese come piccoli risparmi per ogni pasto.
Il sindaco Lidia Bai ha atteso il consiglio comunale per chiarire la posizione dell’amministrazione sulla questione della mensa scolastica a Massa Marittima. «Questo sistema è necessario per il mantenimento dei servizi: una scelta condivisa anche dalle minoranze».
Difende il sistema basato sull’Isee, il sindaco.
Lo fa nel consiglio di ieri mattina in via Norma Parenti, di fronte a tutta l’assise, al momento di votare la variazione di bilancio. «Ci tengo a fare queste precisazioni» dice. La spinta è arrivata dagli stessi genitori, che la settimana scorsa hanno incontrato la stessa amministrazione per far valere le loro ragioni.
«Noi l’Isee non lo vogliamo fare: perché dobbiamo far sapere le nostre cose per far mangiare i nostri figli a scuola?». È questa una delle perplessità che le mamme hanno avanzato durante l’incontro. «Non c’è niente di male nel presentare il modello. – ha spiegato Bai – Quando si va a fare le analisi del sangue, allo sportello ti fanno compilare un modulo in cui occorre inserire il proprio reddito. Per la scuola invece si parla di Isee, è vero, ma è la stessa cosa». Il sindaco racconta anche che «ci sono stati dei casi in cui le persone, dopo aver compilato l’Isee, si sono rese conto di risparmiare qualche centesimo per ogni pasto».
Insomma, il messaggio della Bai è chiaro: «invito i cittadini a compilare il modello». D’altro canto, «è una delle politiche scelte dall’amministrazione», ribadisce. Una scelta fatta con criteri ben precisi, con delle fasce studiate ad hoc. «Fino a 35mila euro ci sono vari scalini. - continua – Passata questa soglia, invece, la tariffa è di 5,70 euro (a pasto ndc). Non è vero che tutti pagano questa cifra». A dire il vero però i genitori hanno protestato non tanto per i cinque euro, quanto perché le tariffe sono le più alte di tutte nel territorio, anche scendendo negli scalini precedenti al tetto massimo. «La politica che abbiamo adottato prevede che chi può paga e gli altri pagano per quanto possono».
Una politica messa in piedi per far fronte ai tagli, da centinaia di migliaia di euro, che la Regione ha stabilito nei confronti dei Comuni. «Una scelta per il mantenimento dei servizi» dice Bai. Che poi attacca. Anzi, per usare le sue parole, «denuncia». «Un’idea di Stato che prevede un federalismo in cui un Comune che può permetterseli mantiene i servizi mentre gli altri no, porterà con gli anni a cittadini di serie A e cittadini di serie B. Non c’è scampo».
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