Il Tirreno

Grosseto

La municipale nell’ex caserma

La municipale nell’ex caserma

L’Ilva, grazie alla ristrutturazione, tornerà nelle mani del Comune

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FOLLONICA. L’Ilva tornerà nelle proprietà comunali solamente grazie ai lavori di ristrutturazione fatti dal Comune. Buone nuove dal palazzo di largo Cavallotti: dalle casse dell’amministrazione non uscirà un euro per l’acquisizione della zona delle vecchie fabbriche e il Comune non dovrà neppure dare in cambio allo Stato sue proprietà come prima si pensava. Sfuma quindi il passaggio della nuova caserma dei carabinieri (zona 167 Ovest) al Demanio: negli accordi stipulati dall’ex sindaco di Follonica Claudio Saragosa, i piani erano appunto che con la cessione della nuova sede dell’arma, sarebbe poi tornata libera la palazzina di via Bicocchi che sarebbe quindi diventata poi la nuova tenenza della guardia di finanza. Di contro l’edificio di piazza del Popolo rimaneva tra le proprietà statali e quindi poteva essere immesso liberamente nel mercato immobiliare. Nulla di tutto questo avverrà nei prossimi mesi: le fiamme gialle resteranno dove sono adesso, mentre i carabinieri passeranno alla nuova sede di via Nenni. «Il protocollo firmato dall’ex sindaco non è più attuale », spiega l’assessore al patrimonio Donatella Rapezzi. La situazione oggi è completamente diversa rispetto al passato: grazie al federalismo demaniale allo Stato, che non potrebbe permettersi la ristrutturazione dell’Ilva, adesso basta che la stessa venga portata a termine dal Comune di Follonica. E che cosa accadrà alla tenenza dell’Arma di via Bicocchi? «Per esempio potrebbe ospitare la polizia municipale - continua l’assessore - Lo Stato ci ha comunicato che la proprietà della nuova caserma non è trasferibile perché in leasing e diventerà del Comune tra venti anni, dovevamo vendere altri beni». Dal governo centrale poi hanno fatto sapere di non voler spostare la caserma della finanza. E c’è di più: l’amministrazione con la Regione sta valutando di allargare la ristrutturazione all’interno della zona dell’Ilva, utilizzando i fondi derivanti dai ribassi d’asta dei bandi già affidati. Buone nuove in vista della città del futuro. (p.v.)

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