Il Tirreno

Grosseto

«La mia ex non era compagna di Laura»

di Gabriele Baldanzi
«La mia ex non era compagna di Laura»

Sfrattata dopo la morte dell’amica, indignato il marito di Maria: «Si vergogni chi sta diffondendo menzogne»

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«Laura non era la compagna di Maria. Laura non è ciò che vuol far credere. Basta con le illazioni, basta con le bugie».

A parlare, stavolta, è l’uomo con cui Maria (scomparsa due mesi fa in un incidente stradale) condivideva due figlie. Anche lui ha scritto al giornale. Uno sfogo dopo gli articoli usciti negli ultimi giorni. «Mi ero promesso – attacca - che non avrei più dato peso alle parole lette sul giornale e a ciò che qualcuno continua a dire in giro, ma non posso permettere che si continui a menzognare su questa vicenda. Si getta fango su di me e sulle mie due figlie. Non è giusto».

«In passato – racconta l’uomo – ho fatto di tutto per la mia compagna e per le nostre figlie, forse più di quanto avrei dovuto, facendomi spesso carico di spese che non appartenevano direttamente ai miei cari; ma l'ho fatto e lo rifarei. Oggi, però, la storia cambia. Sono arrabbiato, è vero, perché in questi due mesi che Maria non c'è più non mi è stato dato neppure il tempo di piangerla. Non accetto che Laura si definisca o venga definita la compagna. Si rispettino, se non altro, le figlie. La mia unica preoccupazione sono loro, questi due angeli che devo crescere. E voglio che ciò avvenga con tranquillità, senza illazioni o frasi che possono ledere l'immagine della loro madre, senza che lei abbia il diritto di replica. Peraltro una delle bimbe ha ormai un'età che le permette di comprendere al volo tutti gli argomenti, anche quelli più delicati».

«Devono vergognarsi – sono ancora parole dell’ex di Maria - coloro che distribuiscono menzogne gratuite per raggiungere degli obiettivi. Ripeto: Maria non era omosessuale ma una persona bella, altruista, tenera eppure piena di grinta. La vita non le ha mai regalato nulla. Forse per questo era generosa con gli altri. Proprio il suo altruismo l'aveva portata ad aiutare un'amica, una persona in difficoltà, quella stessa che oggi parla di lei senza rispetto. Cosa chiedo? Che si taccia su Maria e si lasci me e le mie figlie vivere una vita serena».

Poi l’affondo: «Laura era un ospite, forse una sorella; e provo dispiacere nell’apprendere che ora, dopo la scomparsa di Maria, lei si definisca la sua compagna. Perché si comporta così? Per ottenere cosa? A spese di chi? A questo punto, allora, diciamo anche che era talmente affezionata a Maria che ha pensato bene di formalizzare una richiesta danni per l'incidente avvenuto insieme alla madre delle mie bambine». Con Maria – conclude l’ex compagno - non convivevamo più da diverso tempo ma i nostri sentimenti, pur vivendo in case separate non erano mai decaduti, anzi. In quest’ultimo periodo, prima della sua scomparsa, avevamo progettato insieme il nostro nuovo futuro che vedeva Maria lavorare e vivere nuovamente insieme a me e alle nostre bambine. Con la mia nuova attività si erano riaperte delle porte, che però purtroppo lei non potrà mai oltrepassare».

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