Il Tirreno

Grosseto

«Critiche ingenerose alla Regione, serve più coesione»

di Guido Fiorini

Annarita Bramerini replica alle piccole e medie imprese che venerdì hanno contestato l’apporto di Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le primarie del Pd, i rapporti fra la Maremma e la Regione: Anna Rita Bramerini mette alcuni punti fermi, spiega il suo punto di vista, si prepara a scendere in campo. Lei è bersaniana, da sempre, ma non mancano i motivi di critica nei confronti del segretario del Pd.

«Sostengo Bersani, perché ha capacità e qualità. Lo ha dimostrato da ministro e anche sulle primarie ha avuto il coraggio di accettare la sfida sapendo che rischia molto. Ma non sono d'accordo su tutto».

Cosa non le piace della politica di Bersani?

«Deve essere più presente lui e meno la “nomenclatura” che lo circonda. Credo poi che sia stato un errore aver lasciato il tema del rinnovamento agli slogan di Matteo Renzi, con il rischio che la gente finisce per identificare il nuovo solo in lui. Invece il tema è trasversale e, a mio avviso, non riguarda solo la politica. Il rinnovamento deve essere culturale, non solo anagrafico, altrimenti si rischia di andare a uno scontro fra generazioni».

Però alcuni “grandi vecchi” del partito non lasciano spazio ai giovani. Resistono tenaci nelle loro poltrone.

«L'Italia non è un Paese moderno e nemmeno per i giovani. Anche la politica ne risente. Nel Pd c'è bisogno di tutti, ora più che mai. Ma, come succede in altri Paesi, credo che chi ha fatto più legislature, chi ha avuto più incarichi, possa continuare a dare il proprio contributo in modo diverso anche senza partecipare direttamente alla vita amministrativa».

Veniamo alla Regione. Da qualche tempo la Maremma la vede come una matrigna. Lo hanno ripetuto anche le associazioni alla manifestazione di venerdì.

«Premessa: le loro istanze sono condivisibili. Mi rendo conto che le piccole e medie imprese, su cui si regge buona parte del Pil, sono in difficoltà, che non è più rinviabile una ristrutturazione del credito e una riforma del fisco che oggi penalizza più la produzione che la rendita. Gli enti locali adesso hanno una scarsa possibilità di manovra, tra patto di stabilità e tagli dallo Stato, ma certi giudizi sulla Regione sono ingenerosi. Da un decennio Grosseto si è scrollata di dosso il “senso di inferiorità” rispetto al resto della regione, dimostrando di essere protagonista del proprio futuro, evitiamo di ripiombare in quel clima».

Su alcuni grandi temi non c'è stata identità di vedute.

«Può succedere, ma mi pare che, pur partendo da posizioni diverse, per esempio su un tema importante come l'autostrada alla fine le posizioni sia siano avvicinate molto. Il confronto con le istituzioni locali è stato fondamentale per ottenere un risultato migliore».

Però la frattura si sente.

«In questi ultimi due anni il panorama politico, economico e sociale è profondamente mutato a causa della crisi che purtroppo non ha risparmiato nemmeno la Toscana. La nostra agenda delle priorità è in continua evoluzione e dobbiamo aggiornarla anche per la nostra provincia. Se come credo siamo tutti disponibili, istituzioni locali e associazioni imprenditoriali, a farlo insieme, nella consapevolezza dei cambiamenti in corso, sono convinta che si potrà fare un buon lavoro, nell'interesse del nostro territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa