Il Tirreno

Grosseto

vertenza ex mabro

Prove di dialogo con l’azienda

La Cgil incontra i sindacati e la proprietà: si torna in Regione

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GROSSETO. Ancora sciopero a singhiozzo e proteste davanti ai cancelli della Mabro, ma è anche in corso un tentativo di dialogo tra sindacati – tutti, Cgil compresa – e azienda per arrivare a un accordo che convinca le iscritte alla Camera del lavoro a tornare a lavoro. «Stiamo cercando di ricucire – spiega il segretario provinciale della Cgil Lorenzo Centenari – partendo dal presupposto che la nostra lotta è per il lavoro, per gli stipendi, per i diritti e non certo per chiudere questa azienda». Il compito del mediatore se l'è preso l'Associazione industriali che ieri mattina ha convocato sia i vertici di Abbigliamento Grosseto che le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, senza rappresentanti aziendali.

Intanto, in azienda, le vestaglie azzurre della Cgil hanno proseguito e proseguiranno con le loro manifestazioni di protesta. Quelle che a settembre avevano portato avanti lo sciopero, adesso sono in cassa integrazione, tranne nove che sono state richiamate a lavoro. E queste nove stanno effettuando lo sciopero a singhiozzo – un quarto d'ora di lavoro e mezzora di sciopero – assistite dalle rappresentanti sindacali. È andata così ieri mattina, e sarà lo stesso oggi.

Nel primo pomeriggio di ieri, poi, tutto il gruppo si è ritrovato davanti ai cancelli della Mabro per un presidio e, subito dopo, le vestaglie azzurre hanno voluto vedere subito Centenari e il segretario di categoria Furio Santini. Per la verità l'incontro della mattina non aveva prodotto particolari risultati, se non «lo sforzo – spiega lo stesso Centenari – di andare a ricercare tutti ciò che ci unisce non quello che ci divide». Insomma, prove di dialogo in corso, che anche l'assemblea delle vestaglie azzurre della Cgil ha benedetto. D'altra parte c'è stanchezza per una protesta il cui peso ora si concentra solo sulle spalle delle 9 lavoratrici richiamate in fabbrica. Non ne fa un mistero Francesca Ferrari, della rsu, che auspica, da parte dell'azienda, un qualche segnale di prospettiva per l'azienda che dia una ragione per tornare a lavoro, che renda più sopportabili quei sacrifici che, è evidente a tutte, saranno ancora richiesti. In ogni caso, Centenari e Santini potranno continuare a cercare un accordo con l'azienda, condiviso con le altre sigle sindacali. Si riparte da qui, da una richiesta di un incontro in Regione, già partita, e da ipotesi, ancora un po' fumose e da definire meglio, per il pagamento degli arretrati degli stipendi. Resta, sullo sfondo, la richiesta della rsu Cgil di chiarire la compagine societaria proprietaria di Abbigliamento Grosseto. La domanda resta sempre la stessa: chi c'è dietro le società fiduciarie?

Enrico Pizzi

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