Il Tirreno

Grosseto

Incatenato per 4 ore davanti al ministero per rivedere il figlio

di Pierluigi Sposato
Incatenato per 4 ore davanti al ministero per rivedere il figlio

Boschini ha ottenuto l’interessamento delle autorità «Devo però aspettare quindici giorni per avere notizie»

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GROSSETO. «Devo tenere duro, devo aspettare ancora quindici giorni.Così mi hanno detto. Io mi sono tolto le catene e aspetto. Ma non è facile».

Alessio Boschini ieri mattina è rimasto per quattro-cinque ore legato con una catena a un lampione su Ponte Milvio, a Roma, nelle vicinanze della sede del ministero degli Esteri, la Farnesina. Un gesto eclatante,dimostrativo, per richiamare l’attenzione delle autorità sul caso di suo figlio, di cui non ha più notizie da un mese. Portato con sé dalla madre, una cittadina polacca, da cui Alessio, 43 anni, di Maiano Lavacchio, è separato da circa un anno. Jesuel e la madre sono scomparsi. Boschini, che si è rivolto ai carabinieri di Rocca di Papa (dove il figlio abitava con la madre per frequentare le scuole elementari) per denunciare la sua ex, ha messo nel conto l’ipotesi che la donna sia tornata nel suo Paese. Ma nessuno, dopo la denuncia, è stato in grado di dare informazioni. Non è servito nemmeno un passaggio a “Chi l’ha visto”, con la foto di Jesuel che è stata mostrata e che è rimasta per qualche giorno nel sito della trasmissione tv.

E con una foto del figlio, che ha 7 anni, Boschini si è presentato a Ponte Milvio. L’ha attaccata al lampione, si è messo una catena attorno al collo.Erano da poco passate le quattro di ieri mattina. «Non ho visto passare molta gente - racconta Boschini al telefono - Ma verso le 9 sono arrivati polizia, carabinieri, ambulanza, vigili del fuoco: tutti. Non è successo nulla, comunque. Mi sono tolto da solo la catena. Erano le 9».

Alessio ha parlato un po’ con i carabinieri, cui ha esposto nei dettagli il suo caso. «Poi i carabinieri hanno parlato con il mio avvocato, Tania Amarugi, e mi hanno detto che fra una quindicina di giorni mi faranno sapere qualcosa. Si sono dati da fare. Ecco, di questo posso essere soddisfatto: del mio caso finalmente qualcuno si sta interessando».

Anche cinque giorni sono un’eternità per Boschini, che dichiara comunque di intravedere una luce in fondo al tunnel e che, anche attraverso il suo legale, ringrazia i mass media per aver acceso i riflettori sul suo caso. La Farnesina dovrebbe già aver avviato le ricerche per rintracciare sia la donna sia il bambino. Ricerche che dovrebbero essere facilitate anche dal fatto che alla denuncia presentata l’11 settembre ai carabinieri di Rocca di Papa vi è allegata anche la copia del documento di identità di Jesuel. I riscontri negli uffici di frontiera dovrebbero accertare se e quando il piccolo ha varcato il confine e chi vi era con lui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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