La manifestazione
«Imu e burocrazia ci stanno uccidendo»
Dopo la manifestazione di venerdì a Grosseto, interviene Maurizio Pellegrini, di Cna Amiata
AMIATA. Anche l’Amiata degli artigiani e dei commercianti, che rappresentano per secolare tradizione la linfa vitale e originaria dell’economia della montagna, era a Grosseto venerdì scorso per la grande manifestazione unitaria organizzata da Reteimprese Italia.
Maurizio Pellegrini, coordinatore Cna Amiata, commenta a tinte buie il quadro della situazione amiatina: «Si è trattato di una grossa manifestazione (stimati circa mille partecipanti) che, per categorie che non hanno nel loro dna lo scendere in piazza, la dice lunga sullo stato d'animo della gente. C'erano Parlamentari, rappresentanti di Regione e provincia, sindaci. Dopo la consegna di un documento al prefetto, il presidente di Rete Imprese, Gabriele Fusini, preceduto da un video su testimonianze di imprenditori, ha svolto un lungo, appassionato, duro discorso, sui temi caldi di questi giorni, sprechi, ruberie, mancanza di interventi in grado di invertire la difficile situazione in atto. Dall'Amiata sono scesi a Grosseto una cinquantina di artigiani della Cna. La partecipazione - anche da quassù - è stata consistente perché la preoccupazione per i prossimi mesi sta crescendo. A mezzi denti, un po' per paura o forse solo per esorcizzarla, si teme che “il bello debba ancora venire”. Un dato è certo, anche qui: il lavoro, in senso lato, è calato. Chi aveva commesse (molti edili) per molti mesi ora naviga a vista, finisce un lavoro nella speranza, nel frattempo, di trovarne un altro. Le banche non erogano credito, non solo alle imprese ma anche a potenziali acquirenti di immobili o altri beni durevoli. Riducendosi il lavoro, si riduce l'occupazione: purtroppo i cedolini paga delle nostre ditte si vanno assottigliando».
E, afferma, accorato, Pellegrini «In tanti, molto a malincuore, hanno dovuto ridurre personale. Chi non lo ha fatto, medita di farlo. Per ora, interventi come la estensione del 50% sugli sgravi edili (una misura molto apprezzata) non ha gli effetti sperati. In questa situazione di ristagno, dove la gente non spende, la pressione fiscale è aumentata, la burocrazia (nonostante i proclami) è sempre più asfissiante, le banche non erogano, la politica offre una pessima immagine di sé, il governo, pur chiamato a risanare una situazione drammatica, sta applicando cure che rischiano di peggiorare il male. Una miscela esplosiva, insomma, sull'Amiata come altrove. E di questo stato d'animo si e' fatto carico Rete Imprese rappresentando in maniera inusitatamente dura l'esasperazione che si va allargando. A livello locale è stato chiesta attenzione a tutte queste microcrisi diffuse, con una massa enorme di drammi personali. “Vogliamo accendere un faro su questo cono d'ombra”, ha detto Fusini, chiedendo alla Regione interventi mirati a favore delle piccole imprese e non solo delle grandi, un ruolo diverso di Fiditoscana, una grande attenzione dei Comuni a spendere meno e ridurre il prelievo. E qui si intreccia il discorso sull'Imu rispetto al quale, come Cna, abbiamo chiesto ai comuni amiatini, un segnale di attenzione mantenendo al minimo le aliquote ed evitando di equiparare i laboratori alle seconde case». (f.b.)
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