Il dolore
Girava con la patente di Michael Jordan
Aveva un documento falso con i dati della superstar di pallacanestro, è finito in carcere per truffa e per due pistole illegali
GROSSETO. Giovanni Belli, quando si è trovato di fronte al giudice Marco Bilisari, ha raccontato di aver lavorato a lungo a Milano come fotoreporter, anche per la Fiat. Ai poliziotti invece ha detto di essere stato un pilota d’aereo, di aver guidato le auto di Formula 1 e di essere ora in pensione, con un mensile di seicento euro. Fatto sta che quando è stato arrestato tre giorni fa a Talamone, era appena uscito da un’agenzia immobiliare con la quale stava trattando l’acquisto del ristorante l’Uccellina. Un affare da 4 o 500mila euro che però stava andando troppo per le lunghe: all’ultimo incontro, il settantatreenne si è presentato con una valigetta dove c’era una mazzetta di banconote da 500 euro false e una patente monegasca che riportava nome e cognome di un tedesco e la foto del fiorentino. E tra le patenti sequestrate dalla polizia c’è anche quella dell’ex cestista dei Chicago Bulls Michael Jeffrey Jordan: alto un metro e novantotto, senza capelli e con gli occhi scuri e la faccia del campione fotografata e stampata sulla patente. Quella intestata a Belli era identica: i dati erano gli stessi, un metro e novantotto di altezza, senza capelli e occhi scuri. Come false erano anche altre targhe straniere trovate nell’abitazione dell’uomo a Talamone, insieme ai timbri con le intestazioni di società finanziarie all’estero e i soldi che erano in quella valigetta.
Il primo a essere perplesso dall’atteggiamento di Belli è stato l’agente immobiliare con il quale era in contatto per l’acquisto del ristorante Uccellina, chiuso da un po’ di tempo. Il settantatreenne fiorentino la stava tirando un po’ troppo per le lunghe. All’agente aveva fatto vedere mazzette di banconote da 500 euro, false anche queste e titoli di deposito di banche straniere che veri non sono. Il titolare dell’agenzia non si era insospettito soltanto per tutta questa disponibilità economica, ma soprattutto perché l’uomo stava cercando altri soci, tergiversava, voleva trovare compagni per mettersi in affari. Per questo l’agente immobiliare è andato alla squadra nautica della polizia a Talamone e ha raccontato la vicenda a un agente che ha subito girato la segnalazione alla squadra mobile. Gli uomini coordinati dal capo della mobile Armando Buccini hanno fermato Belli a Talamone, appena uscito dall’agenzia. Era sulla sua auto, viaggiava, nemmeno a farlo apposta, con un contrassegno dell’assicurazione falsificato. E nella sua ventiquattrore c’erano la patente monegasca, i biglietti da visita intestati al “sales manager” John Belli De Oliveira e una serie di oggetti che potevano far pensare a una futura truffa. In casa dell’uomo sono stati sequestrati timbri e biglietti da visita con vari e differenti nomi anche stranieri, tre timbri a secco di una banca delle Bahamas, diverse targhe e due pistole, un Revolver Smith & Wesson 38 special e una Beretta semiautomatica oltre a 102 proiettili delle due armi illegalmente detenute. L’uomo ha detto di aver acquistato il revolver in America, mentre la Beretta l’avrebbe ricevuta in eredità. L’uomo è ai domiciliari per detenzione illegale di armi ed è stato anche denunciato per falso materiale, ricettazione, sostituzione di persona, appropriazione indebita, detenzione illegale di munizioni, simulazione di reato e l’ipotesi di una tentata truffa.
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