Il Tirreno

Grosseto

Un pedaggio per i funghi la proposta per l’Amiata

di Fiora Bonelli
Un pedaggio per i funghi la proposta per l’Amiata

In queste settimane la montagna è devastata da orde di cercatori senza regole «Un piccolo biglietto consentirebbe di pagare le guardie per i controlli»

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AMIATA. Un pedaggio per entrare nella parte alta dell’Amiata in tempo di “fungate” e di castagnatura? L’idea sembra avere molti sostenitori, perché non appena, sul far dell’autunno, si ha notizia della famosa fungata, un’orda di vandali scatenati invade il bosco. «Il monte Amiata – commenta il professor Gaetano Pedone, esperto di ambiente e di frutti del bosco –, viene in men che non si dica, trasformato in “discarica” e diventa “un’autostrada”. La distruzione di funghi che non si riconoscano come mangerecci, è sotto gli occhi di tutti. In questi giorni ogni metro di bosco è calpestato, quasi tutti i funghi che non siano porcini sono schiacciati o divelti: amanite muscarie (tossiche), amanite verne (velenose), boletus regius (buon commestibile), boletus eritropus (mangereccio), eccetera».

La furia dei vandali si abbatte indiscriminatamente su funghi buoni che non si riconoscono come tali e quelli non commestibili. «Si vede gente – racconta Pedone –, che scompagina col bastone tutte le foglie e l’eventuale micelio sottostante. E addirittura, c’è chi ha visto usare il rastrello per spostare il fogliame sotto il quale si dovrebbero trovare i funghi. Con quali conseguenze possiamo immaginarlo». Ma per le modalità di raccolta si segnalano irregolarità e illegalità evidenti. Perché «Alcuni – dice Pedone – usano buste o borse di plastica che sono vietatissime, per riporre i funghi trovati. Ma non solo. Scompaiono in un batter d’occhio porcini col cappello di 1-2 centimetri, mentre la dimensione minima è di 4 cm. Amanite cesaree, cioè gli eccellenti cucchi, come si chiamano in montagna, che si presentano come ovuli, vengono scavate e raccolte, mentre la legge vieta la raccolta se sono ancora chiuse».

E se questa è la situazione per i funghi, ancora più drammatico il discorso per il sudiciume lasciato nel bosco: «La sporcizia lasciata ai margini delle strade, sulle piste da sci, all’interno, fa della montagna una discarica a cielo aperto. In 43 anni che sono sull’Amiata, solo 2 volte ho incontrato delle guardie forestali!». E di fronte a questo sterminio ambientale, una proposta forte: far pagare un pedaggio, proposta immediatamente raccolta anche da altri, compreso un albergatore: «Sulle autostrade esiste un pedaggio e c’è la polizia stradale. Scoraggerebbe forse il turismo, istituirlo in certi periodi? Che potrebbe servire a pagare delle guardie ecologiche. Guardie, fra l’altro, istituite più di 20 anni fa, poi sparite». Proposta accolta anche da Bracciali, proprietario dell’albergo Le Macinaie, che dichiara: «Condivido pienamente. Ipotizzare un sistema di gestione degli accessi dell’Amiata non farebbe altro che elevarne il valore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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