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«Per ora solo una stima poi decideremo cosa farne»

GROSSETO. «Per il momento ci si è orientati a peritare-stimare il valore delle farmacie, nel caso tanto di vendita della titolarità che della sola gestione. Poi verranno prese le decisioni più...

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GROSSETO. «Per il momento ci si è orientati a peritare-stimare il valore delle farmacie, nel caso tanto di vendita della titolarità che della sola gestione. Poi verranno prese le decisioni più opportune nell’interesse della collettività. Insieme».

Sono al momento sullo stesso, piano, dunque – stando alle parole dell'assessore Valentina Mancini – la scelta di vendere la gestione delle farmacie comunali – cioè delle quote della società Farmacie comunali riunite – e quella di vendere la proprietà delle sei farmacie gestite da Fcr più quella di via Civitella-Paganico, gestita direttamente dal Comune. O le organizzazioni sindacali avevano capito male, nell'incontro di lunedì scorso con gli assessore Mancini e Carosi, oppure l'amministrazione ha deciso di fare marcia, dopo il polverone sollevato da quell'incontro in cui a tutti i partecipanti era sembrato che l'ago della bilancia pendesse per la vendita della titolarità delle farmacie, un polverone che aveva spinto lo stesso sindaco Bonifazi a intervenire definendo quelle idee opinioni o ipotesi personali, e che la linea dell'amministrazione era ben altra. L'assessore Mancini ricorda che «da anni si discute per pervenire ad un assetto proprietario diverso, a motivo anche dei mutati interessi, interni alla compagine azionaria», cioè il socio Codifarma (49% di Fcr) che da anni vorrebbe uscire, e sottolinea, poi che «Tutti sanno del calo di valore commerciale che le farmacie italiane hanno subito negli ultimi cinque anni, sanno della tendenza alla ulteriore riduzione di valore per effetto delle scelte di liberalizzazione del legislatore e di estensione dei punti di vendita, sanno dei vincoli di bilancio dei Comuni che inibiscono le possibilità di misure finanziarie per interventi di razionalizzazione organizzativa, sanno del progressivo calo dei margini di guadagno degli ultimi tempi». Sono queste, spiega l'assessore, «le ragioni che hanno imposto di mettere mano alla materia. L'eventuale vendita non rappresenta una perdita secca, ma il trasferimento di risorse da un servizio all’altro, deciso dagli organi rappresentativi democratici». E dopo il confronto con i sindacati.

E i lavoratori? «I lavoratori delle farmacie, come tutti gli altri dipendenti delle società partecipate dal Comune, possono sentirsi sicuri – tranquillizza l'assessore – che non esiste distrazione o disinteresse sulle loro tutele. E che verranno adottate tutte le formule consentite per garantire con apposite clausole sociali sia i livelli occupazionali che i trattamenti di miglior favore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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