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la vertenza ex mabro

La rabbia di Cisl e Uil: «Ancora nessun accordo»

La rabbia di Cisl e Uil: «Ancora nessun accordo»

GROSSETO. Domani pomeriggio le vestaglie azzurre ancora in sciopero riprenderanno il presidio davanti alla Mabro. Ma i mal di pancia, questa volta, non sono soltanto delle donne che hanno deciso di...

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GROSSETO. Domani pomeriggio le vestaglie azzurre ancora in sciopero riprenderanno il presidio davanti alla Mabro. Ma i mal di pancia, questa volta, non sono soltanto delle donne che hanno deciso di non entrare al lavoro. Sono anche dei sindacati che rappresentano quelle che non hanno incrociato le braccia dall’inizio della vicenda. La Cisl e la Uil, dopo l’assemblea della scorsa settimana, non sono state contattate dalla società che doveva buttare giù una bozza d’accordo. I sindacati hanno dato una nuova scadenza all’azienda. «Le donne hanno voluto esprimere così fiducia alla società fino al 27 ottobre, quando dovranno essere pagati gli stipendi di agosto e settembre - dice Fabio Della Spora, segretario della Femca Cisl - ma ora siamo noi ad esigere rispetto per chi di rispetto ne ha dimostrato tanto». Il senso è chiaro: le donne sono al lavoro senza stipendio, i sindacati hanno seguito le loro indicazioni ma l’accordo deve essere messo nero su bianco. «In questo modo non hanno dimostrato correttezza nei nostri confronti - tuona Roberto Franceschetti, segretario della Uilta - e se non lo faranno a breve, rispettando quello che abbiamo proposto dopo l’assemblea, chiudiamo i battenti anche noi». Se la società non firmerà l’accordo e soprattutto se questo non sarà rispettato, anche la Cisl e la Uil sono pronti a rompere il tavolo delle trattative con Abbigliamento Grosseto.

«Il problema è serio - aggiungono i due sindacalisti - perché qui ci sono persone che stanno lavorando senza riscuotere, che ci stanno rimettendo, sostanzialmente. E non hanno ancora oggi visto nemmeno rispettare la parola data, quella sulla firma di un foglio che garantisse loro lo stipendio a fine ottobre». Un ultimatum, insomma. «Se la scadenza non sarà rispettata - aggiungono - anche chi è al lavoro chiederà la cassa integrazione». (f.g.)

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