Il Tirreno

Grosseto

Due proposte a costo (quasi) zero per Grosseto

Guido Fiorini
Due proposte a costo (quasi) zero per Grosseto

Piazza della Palma pedonale per i tavolini di bar e ristoranti. E buttiamo giù l’ex Garibaldi

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Nel clima quasi immobile di questa città proviamo a lanciare due idee a costo (quasi) zero per dare una piccola scossa a Grosseto. Idee che potrebbero essere raccolte e fatte proprie dall’Amministrazione.

Di una se ne parla ormai da un po’, l’altra potrebbe essere una valida soluzione a un problema che affligge ormai da anni un quartiere e per il quale non c’è alcuna proposta all’orizzonte.

La prima è la pedonalizzazione di piazza della Palma.

Lo scrivemmo oltre un anno fa, poi l’Ascom fece un progetto affidandolo allo studio dell’architetto Felicioni, ora anche la gran parte dei commercianti inizia ad accarezzare l’idea. Quei venti posti macchina, pochi e ben rimpiazzabili per i residenti visto che nella prima cerchia di strade fuori dalle Mura c’è sempre posto e, magari, si potrebbe pensare anche ad uno spazietto riservato nel parcheggio sotterraneo di Campo Amiata, sempre desolatamente vuoto, occupano uno dei luoghi più belli della città.

In quel rettangolo, circondato da locali, vediamo bene solo tavolini e ombrelloni, magari qualche panchina. Potrebbe diventare la piazza dell’aperitivo e della cena, un luogo di ritrovo a venti metri dal Cassero Senese e dal bastione Maiano, altre aree che il Comune pensa di rilanciare. E sarebbe anche un modo per allargare il centro “reale” dello shopping, ora troppo concentrato nel solo corso Carducci o in via San Martino. Non serve alcuna costosa riqualificazione, la piazza è già bella così, soprattutto adesso che la chiesetta della Misericordia è stata recuperata: basta rimettere un po’ d’erba nelle aiuole ora abbandonate e magari installare un’illuminazione migliore. Pochi soldi per una novità importante.

La seconda proposta a costo (quasi) zero è un parcheggio al posto dell’ex Garibaldi.

Del resto quello stabile casca a pezzi. Da anni è ricettacolo di rifiuti, topi, disperati che dormono accampati. Siamo a due passi dal centro e in mezzo alle case, altre le stanno costruendo vicine, chi abita in quella zona protesta quasi ogni giorno, in redazione arrivano molte email furiose di gente che non ne può più. Il Comune non ha alcuna idea di cosa farci. Non c’è alcun progetto all’orizzonte e, nel caso, non ci sono neppure i soldi per attuarlo, un intervento costerebbe milioni di euro.

Allora buttiamolo giù. Vuole farlo il Comune in autonomia? Modifichi la destinazione d’uso, tanto il regolamento urbanistico è in via di approvazione e prima o poi lo vedremo, e ci faccia un parcheggio a livello della strada. Siamo a due passi dalla stazione ferroviaria, quei posti faranno solo comodo.

Non lo vuole fare il Comune in autonomia? Consenta a un privato di realizzarlo, magari con una struttura metallica leggera per farlo a due piani, in modo da raddoppiare i posti. Accanto alla stazione potrebbe recuperare in fretta l’investimento.

Sono solo due piccole idee, sia chiaro. Ma decidendo con un minimo di coraggio, potrebbero iniziare a smuovere le acque stagnanti di una città che sta soffrendo la crisi.

Chiediamo un minimo di coraggio e di voglia di decidere: solo questo.

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