La manifestazione
Centrale della droga nella vecchia scuola Banda sgominata
I contatti con i clienti tenuti con un cellulare aziendale La batteria portava coca, hashish ed eroina da Pisa
GROSSETO. «Sono a Braccagni, ho una bella macchina». Sms promozionali, che arrivavano sui cellulari dei clienti e partivano da una sorta di numero “aziendale”, che girava tra i vari componenti di una batteria di spacciatori che da Pisa rifornivano di droga la Maremma.
I carabinieri di Follonica, guidati dal tenente Di Sanmartino e coordinati dal comandante della compagnia di Massa Marittima, il capitano Umberto Centobuchi, a quella banda stavano dietro dal tre giugno, quando a Braccagni scoprirono due persone, un ventitreenne e un diciassettenne, che furono accusati di spaccio. Da qualche tempo, i militari della tenenza di Follonica si erano accorti che in una scuola abbandonata vicina alla Fattoria degli Acquisti a Braccagni, c’era un continuo via vai di auto. Si tratta di una zona isolata, dove non c’è niente: quell’edificio abbandonato, la macchia. E uno strano movimento di persone, giovani e meno giovani, avanti e indietro nella vegetazione dove avvenivano gli scambi.
I carabinieri hanno seguito quei movimenti e hanno visto che i due tunisini, spesso e volentieri, dormivano in quell’edificio abbandonato. Per non andare avanti e indietro, tra Grosseto e Pisa. E tanti ragazzi della zona nord della Maremma salivano in auto e raggiungevano Braccagni. Venerdì mattina all’alba, l’attività della banda di spacciatori è stata chiusa da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e dall’arresto in flagrante di un terzo uomo. Ai due fermati a giugno, si aggiungono una ventisettenne pisana, Pamela Quarta e altri due tunisini, Tahar Talbi, 37 anni compagno della donna e Mokhtar Lofti, 27 anni che era nell’appartamento dei due nel centro di Pisa. Irreperibile un terzo tunisino, anche lui raggiunto da ordinanza di arresto.
Quando i carabinieri sono andati a bussare alla porta di casa della coppia, hanno trovato il ventisettenne che dormiva in una cameretta. Con sé aveva due grammi e mezzo di cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per essere venduta.
Il filo che teneva insieme la banda era la donna. Pamela era stata sposata con un marocchino, dal quale si è poi separata un po’ di tempo fa. Ora era diventata la compagna di Talbi.
Lei parlava e capiva l’arabo, e riusciva a parlare con tutti i componenti della batteria che probabilmente aveva una struttura verticistica. Le indagini proseguono, per capire chi dava ordini e chi li prendeva.
Quello che è certo è che a comandare erano comunque i più anziani del gruppo. Più volte, al telefono, erano loro ad impartire gli ordini ai giovanissimi che avevano il compito di recuperare la droga e portarla in Maremma, dove poi veniva venduta al dettaglio. La batteria pisana vendeva cocaina, eroina e hashish.
I carabinieri, in totale, hanno sequestrato 11 grammi di eroina, 10 di cocaina e altrettanti di hashish oltre a duemila euro in contanti, probabile provento di spaccio, il cellulare “aziendale” che veniva passato tra i vari componenti della banda e altri telefoni, oltre a varie chiavette usb e un computer portatile su quale probabilmente venivano tenuti anche i contatti con i clienti abituali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google