La manifestazione
Cent’anni di vita in campagna
Ilda Gabellieri, la nonnina di Follonica, beve ancora due bicchieri di vino al giorno
FOLLONICA. Ilda Gabellieri è la cittadina più longeva nata e residente a Follonica. Alla bella età di 100 anni e tre mesi vive bene a Valmaggiore con il figlio Luigi Larini che l’assiste giorno e notte da quando è deceduto babbo Gino e la sorella Neda Larini si è trasferita a Viareggio. «Ilda è lucida – dice Luigi – guarda la televisione, mangia anche le scarpe e beve due bicchieri di vino al giorno. Certo deve essere aiutata ad alzarsi e mettersi in carrozzina dove trascorre il suo tempo tra il terrazzo che da sull’aia, le altre stanze di case e l’ampia cucina dove c’è la TV”. Luigi è soddisfatto della situazione e parla volentieri della mamma: “E’ una Gabellieri figlia di Federico Gabellieri ed Eginia Vanni. Nomi storici di Follonica come i suoi fratelli Edro, Teodosio e Sergio che ebbero anche la fattoria del Casone di Scarlino. Ilda è nata in campagna. «Quando sposò Gino Larini in San Leopoldo stava al Felciaione, dove i Gabellieri erano contadini del Bicocchi». Ha sempre vissuto, come spesso rammenta in casa, ai «poderi S. Orazio, S Giacomo, Cassarello». «Ai tempi dell’ultima guerra mondiale – afferma Luigi - era già qui in Valmaggiore e si occupava della vigna e della raccolta delle olive, accudiva polli e conigli e tirava avanti la cucina. Portava una balla d’erba lassù dalla vigna, ai confini della macchia, al podere fino a qualche anno fa». «Durante la guerra ospitò per diverso tempo due ragazzi tedeschi giovani – afferma il Larini rivolgendosi alla mamma che annuisce – che erano sbandati e dispersi. Ad un certo punto tentarono l‘avventura, si allontanarono nei boschi follonichesi e non si seppe più nulla. Ritornarono dopo tanti anni a salutare e ringraziare Ilda ed i Larini. Si erano salvati». «Insieme alla mia compagna Eila Jhoanson – termina Luigi - abbiamo festeggiato il compleanno di mamma (è nata il 2 luglio 1912) in famiglia». Ilda è stata poi salutata anche dai parenti, tra i quali Adelmo, Giovanni, Giampiero e Marco Larini e, e dagli amici fiorentini che si ricordano sempre di lei: da quando lasciava da parte le uova per i loro bambini, oggi adulti, nel periodo delle ferie estive. (m.m.)
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