Finanza
«Mia madre per ore in barella»
La protesta di un utente: dopo la visita in ospedale l’ambulanza non arrivava a prenderla
GROSSETO. Trasportata in ambulanza in ospedale per la prima visita postoperatoria dopo un lungo ricovero all’uscita dall’ambulatorio non trova l’ambulanza a riprenderla e aspetta quasi due ore in barella prima di poter essere riaccompagnata a casa.
È quanto successo all’anziana mamma di un nostro lettore, Romeo Dominici, che ha deciso di rendere pubblico l’episodio di cui è stata vittima la madre, Palma Renzini, una donna di 87 anni operata ad agosto a una valvola cardiaca e nel mese di settembre per due volte all’arteria femorale.
L’episodio risale a mercoledì mattina. «Mia madre – racconta il signor Dominici al Tirreno – è tornata da poco a casa dopo l’ultima degenza in ospedale e mercoledì mattina doveva effettuare la prima visita di controllo dopo l’operazione. È stata prelevata dall’ambulanza al suo domicilio in strada vicinale di San Martino alle 10,40 di mercoledì 3 ottobre per essere condotta al Misericordia di Grosseto».
Fin qui tutto bene anche perché tra l’altro al controllo risulta un decorso regolare tanto che la visita alle 11,10 è già finita.
La sorpresa arriva quando Palma in barella e il figlio che l’accompagna escono dall’ambulatorio. «L’ambulanza non c’è – dice il signor Romeo –. C’è solo un'operatrice, tra l’altro sprovvista di tesserino di riconoscimento, che dice che il mezzo è impegnato con un altro paziente e c’è da aspettare».
L’attesa si protrae però fino alle 12,10, quando è già passata un’ora dalla fine della visita. L’ambulanza che deve prelevare Palma arriva ma non torna nel punto in cui è stata in precedenza accompagnata la signora per cui «La barella con mia madre – prosegue il figlio nel racconto – viene trasportata all’esterno fino alla palazzina del vecchio pronto soccorso dell’ospedale».
Un disagio ulteriore, considerando che la donna è in vestaglia e già provata dallo stress dell’uscita da casa e dell’attesa. «Ma il peggio arriva dopo – spiega Dominici - Mia mamma sta per essere caricata in ambulanza ma a causa di una sopravvenuta urgenza rimettono giù la barella e l’ambulanza riparte».
Senza la signora Palma a bordo, ancora una volta. La soluzione arriva “solo” alle 12,35 quando la donna viene trasportata a casa dove arriva alle 12,45, provata dalla lunga attesa.
Il signor Dominici, oltre a rivolgersi per il reclamo del caso all’Urp dell’Asl (e quindi dopo aver informato l’azienda del disagio subito), ha voluto rendere pubblica la vicenda perché, dice, «Il trasporto di mia madre alla fine della visita, considerate le sue condizioni di salute e la sua età, doveva essere effettuato subito e se non era possibile con quel mezzo doveva essercene un altro in sostituzione. È comunque l’azienda sanitaria e quindi la collettività a farsi carico di questo servizio per cui una cattiva organizzazione del lavoro di questo tipo non è ammissibile».
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