Sicurezza
L’isolotto torna all’asta dopo l’addio dei Pescatori
Il “fazzoletto di terra” nel cuore della laguna, col suo bar così amato dai giovani, cerca di nuovo un gestore. Anche i secondi della gara precedente rinunciano
ORBETELLO. È un periodo in cui i riflettori tornano ad accendersi sulla questione più annosa della storia di Orbetello, Il Parco dell’idroscalo. Dopo un periodo di calma apparente, dove le associazioni sportive non hanno comunque abbandonato il pressing all’amministrazione comunale per un progetto di riqualificazione completa e le istituzioni locali hanno continuato a battibeccare tra loro, ecco che qualcosa, dalle ceneri, potrebbe risorgere. A vestire il ruolo di “araba fenice” è l'isolotto all’interno del parco, famoso da qualche anno per il suo stato di abbandono che fa pendant col resto degli spazi circostanti. Un gioiello intrappolato nella cornice calcata un tempo da Italo Balbo che adesso torna sulla piazza per essere valorizzato a dovere. La società Orbetello Pesca Lagunare ha infatti deciso di rinunciare all’acquisto della struttura. Era stato proprio il consorzio, tre anni fa, a spiazzare ogni concorrenza e ad aggiudicarsi il bando con un’offerta che superava di 15mila euro la base d’asta, fissata a 20 mila. Cosa succederà adesso?
Il Comune di Orbetello vuole rimettere a bando il piccolo appezzamento di terra circondato dalle acque lagunari e il bar al suo interno, anche se non è ancora dato sapere a quali cifre intende aggiudicarlo. Avranno la precedenza coloro che avevano presentato la richiesta e partecipato al primo concorso, ma non è escluso che, qualora la volontà dei minori offerenti di allora fosse mutata, si proceda a una nuova pubblica gara.
Lo conferma l’assessore al demanio Marcello Stoppa. «Abbiamo ritenuto valide le ragioni della Orbetello Pesca Lagunare – spiega – e contattato il secondo classificato della graduatoria, che ha rinunciato. Al momento la bozza del bando dovrebbe essere pronta per partire».
Una storia, questa dell’isolotto, che ha visto il passaggio di molti testimoni. Dapprima gestito dalla prospiciente società canottieri, era stato ceduto a piccoli imprenditori orbetellani che avevano investito per un bar - ristorante all’aperto, il “fuori mano”, trasformando quel luogo in un piccolo paradiso che tanto piaceva ai giovani, paesani e non. Fu poi la volta di una gestione, poco gradita dal vicinato, da parte di forestieri: l’isolotto si era trasformato in una discoteca in piena regola e l’impianto audio aveva risvegliato (in tutti i sensi) le polemiche. In ultimo ecco i Pescatori, i quali, seppur con tutti i buoni propositi, hanno incontrato l’ostacolo della sovrintendenza e di vincoli che hanno contribuito alla decisione di compiere un passo indietro e rinunciare all’area.
Claudia Della Verde
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