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Grosseto

«Impossibile ritoccare l’Imu»

«Impossibile ritoccare l’Imu»

Borghi replica ancora a Confedilizia: per gli immobili locati è già più bassa

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GROSSETO. Il vicesindaco Borghi torna ancora sulla polemica con Confedilizia per l’Imu.

«È evidente che per la determinazione delle aliquote Imu fossero varie le opzioni da prendere in esame. Fatte le dovute considerazioni e avendo chiari i dettami normativi così come i problemi di bilancio, l'Amministrazione comunale di Grosseto ha fatto propria la scelta in merito agli immobili locati, stabilendo l'aliquota dello 0,76%, inferiore di un punto all'aliquota ordinaria fissata allo 0'86%. Di fatto, quindi, siamo andati incontro alle esigenze di chi affitta immobili a uso abitativo, comprendendo anche i canoni concordati. Mi preme ricordare e sottolineare un aspetto legislativo importante, che sembra essere stato dimenticato da Confedilizia. In merito ai canoni di affitto concordati va ribadito che questi contratti sono tali in base alla legge 431/98, che però fa espressamente riferimento solo all'Ici. La recente normativa sull'Imu nulla dice a proposito di agevolazioni particolari da applicare ai canoni concordati consentiti dalla legge 431/98, bensì, come da Confedilizia stessa evidenziato, richiama esclusivamente gli “immobili locati”. Per cui è evidente che con questa nuova imposta non è più possibile prevedere differenziazioni tra i vari tipi di locazione. Inoltre si citano le aliquote stabilite da altri Comuni per i canoni concordati che sarebbero più basse rispetto a quelle del Comune di Grosseto e, tanto per fare qualche esempio, si parla di Livorno e Torino. Se è vero che per i canoni concordati Livorno applica un'aliquota dello 0,58%, è anche vero che la stessa aliquota viene applicata alle abitazioni principali (per le quali Grosseto ha fissato lo 0,44%), mentre per i fabbricati rurali a uso strumentale applica lo 0,2% contro lo 0,1% di Grosseto. La stessa cosa con cifre diverse vale per Torino; basta controllarne le aliquote. Riguardo all'Ifel, poi, citata da Confedilizia, è semplicemente un istituto che dà una sua interpretazione (il verbo “appare” è chiaro in questo senso). Compito di una pubblica amministrazione è governare tutta la comunità, cercando di mediare tra le esigenze di tutte le categorie sociali e imprenditoriali e cercando di mantenere servizi di qualità per i cittadini, nonostante finanziamenti statali sempre più esigui. È evidente che al momento l'Imu, di fatto, è una vera “tassa patrimoniale” dello Stato e non dei Comuni, ai quali non è praticamente lasciato spazio di manovra. Non si possono accettare, francamente, lezioni di pratica amministrativa da chi ha presentato, come da loro stessi ammesso, un ricorso sulle aliquote Ici 2007, nemmeno discusso nel merito, in quanto viziato per carenza di legittimazione del soggetto ricorrente».

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