Sicurezza
Nel 2013 un museo tibetano al castello Aldobrandesco
ARCIDOSSO. Dagli Aldobrandeschi a David Lazzaretti. Da una scheggia di Toscana fino al lontano Tibet. Il castello Aldobrandesco di Arcidosso crocevia spazio-temporale di arte, ambiente e religioni,...
ARCIDOSSO. Dagli Aldobrandeschi a David Lazzaretti. Da una scheggia di Toscana fino al lontano Tibet. Il castello Aldobrandesco di Arcidosso crocevia spazio-temporale di arte, ambiente e religioni, storia. L’annuncio di un museo permanente tibetano, da parte del sindaco Emilio Landi, durante la recente “tre giorni” dedicata al Tibet, proprio al castello che fu regno degli Aldobrandeschi, è la ciliegina sulla torta che sancisce il decennale legame fra l’amministrazione arcidossina e Merigar, la comunità tibetana del comune di Arcidosso.
Il museo, che verrà inaugurato entro settembre 2013, conterrà oltre cinquemila reperti antichi e di inestimabile valore – oggetti di culto, testi sacri, tanke (le tradizionali pitture su stoffa) e sculture rituali – per lo più raccolti dal Maestro Namkhai Norbu – tra i più grandi esponenti viventi dello Dzogchen, apice del Buddhismo tibetano – nei suoi innumerevoli viaggi per il mondo. Dunque, una raccolta di straordinaria importanza – tra le più rilevanti in Italia – destinata ad attrarre un nutrito pubblico di visitatori dall’Italia e anche dall’estero. «Abbiamo assegnato alla mostra tibetana una stanza già fin da adesso disponibile per il pubblico - afferma Landi - e contiamo, però, di cedere al museo anche un’altra stanza, quella dove ora si trova la sede della banda a cui riserveremo una diversa collocazione. Infatti abbiamo presentato a Farmaremma un progetto con richiesta di contributo di 275.000 euro, di cui, credo, abbiamo ottime probabilità di poter godere. Con quella somma verrà allestita e strutturata l’altra stanza, secondo un progetto stilato dai tecnici di Merigar».
Ma intanto, afferma Landi, «già sono in mostra oggetti tipici della cultura tibetana: cofanetti preziosi, drappi colorati, porte tipiche della cultura di quel mondo, e molto altro sarà a disposizione».
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