Finanza
Ecco il libro della consigliera Passalacqua
SEMPRONIANO. La storia di uno strappo nella propria vita. Una scelta radicale, l’avvio di un’attività nuova. L’amore. La passione per la cucina e l’ospitalità. Tutto questo ed anche di più nel libro...
SEMPRONIANO. La storia di uno strappo nella propria vita. Una scelta radicale, l’avvio di un’attività nuova. L’amore. La passione per la cucina e l’ospitalità. Tutto questo ed anche di più nel libro uscito di recente di Patrizia Passalacqua “I colori dell’acquacotta”, ed. Le Lettere, Firenze.
Patrizia Passalacqua, che è al momento consigliere di minoranza del comune di Semproniano, ritorna, nel 1995, al paese natale, lasciando una carriera ben iniziata in un’agenzia di pubblicità internazionale di Milano. E sceglie con l’aiuto del compagno Roberto Marni, di iniziare una nuova avventura, e diventa “locandiera”.
Nasce, così la Locanda la Pieve, un piccolo albergo che ha guidato fino al 2007 e che le ha dato grandi soddisfazioni, con riconoscimenti di riviste del settore enogastronomico e turistico, fino al primo premio ottenuto per “Amiata a tavola 2003”. Il libro che la Passalacqua scrive, contiene tutto questo, ma è soprattutto la storia di un sogno realizzato, che prende forma nel mondo incantato di un borgo a dimensione umana, fra profumi e colori e ambienti a cui si ispirano le poche ricette che compaiono nel libro e di cui una, quella dell’acquacotta, rimane a significare il piatto più autentico, familiare, povero, simbolo di un territorio, dei suoi abitanti e della famiglia della scrittrice.
Un libro che deve la sua organicità all’idea di costruirlo su lettere annuali che la locandiera spedisce ai suoi ospiti, raccontando loro come si è sviluppato l’anno e invitandoli nella sua locanda. E di alcuni di loro, le cui vite si sono intrecciate con quella della scrittrice, si racconta qualche frammento di vita e di storia. E poi 10 “intermezzi”, ognuno per ciascun anno di attività, che sono angoli più privati e commossi, in cui si racconta di incontri, di familiari, fissati con tocchi sintetici e rigorosi. (f.b.)
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