Il Tirreno

Grosseto

Confedilizia a Borghi: «Abbassare l’Imu si può»

L’ufficio legale dei costruttori risponde al vicesindaco sui canoni concordati «La legge è chiara, i Comuni hanno facoltà di farlo. E molti l’hanno fatto»

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GROSSETO. Confedilizia, non senza polemica, risponde al vicesindaco Paolo Borghi, tramite l’avvocato Paola Tamanti. «Il men che si possa dire è che la dichiarazione dell’assessore Borghi - resa al quotidiano Il Tirreno - è totalmente infondata».

Anche l’ufficio legale della Confedilizia Nazionale ha ritenuto opportuno smentire le conclusioni del vice sindaco, secondo il quale «La differenziazione tra canone libero e concordato, rispetto alle aliquote Imu, non è consentita dalla legge», che – sempre secondo il Borghi – parlerebbe esclusivamente di locazioni ad uso abitativo. In realtà, chiunque sappia leggere può andarsi a vedere l’articolo 13 del decreto legge 6.12.2011 n. 201, come convertito, il cui comma 9 recita – testualmente – che i Comuni possono ridurre l’aliquota di base dell’Imu «nel caso di immobili locati» senza nessuna ulteriore precisazione. Per cui non si capisce da dove l’assessore Borghi abbia pescato fuori l’aggettivo “abitativo”, che infatti non c’è. Ma non è tutto. La pubblicazione “Il Bilancio 2012. Istruzioni per l’uso” a cura della direzione scientifica dell’Ifel – fondazione Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), - pubblicazione di origine non sospetta - e che solo il Comune di Grosseto sembra ignorare – dice infatti testualmente che «un trattamento più favorevole per i contratti concordati ex legge n. 431 del 1998, rispetto ad altre tipologie contrattuali, appare pienamente ammissibile». Del resto se molti Comuni hanno applicato aliquote agevolate per i contratti concordati, una ragione ci sarà pure. Oltre a quelli già citati di Milano, Torino e Trieste aggiungiamo, in questa sede, quelli di Livorno (5,8 per mille), Massa (4,0 per mille), Piacenza (4 per mille), Verona (4,6 per mille) e Vicenza (4,0 per mille). È quindi il Comune di Grosseto a seguire una propria linea politica che lo distingue, come riconosciuto dallo stesso assessore, rispetto a quella di molti altri. Per concludere, possiamo auspicare che il Comune di Grosseto si rivolga a consulenti meno “illustri”, ma meglio informati, e che segua l’esempio di altri Comuni virtuosi. «Quanto al ricorso al Tar in tema di Ici sulle case non locate, fatto nel 2007 dalla Confedilizia, vogliamo ricordare all’assessore che il Tar della Toscana non entrò nel merito del problema, sollevato a buon diritto dalla Confedilizia di Grosseto, ma respinse il ricorso per una mera carenza di legittimazione dei soggetti ricorrenti».

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