Il Tirreno

Grosseto

«Basta polveri, interveniamo subito»

«Basta polveri, interveniamo subito»

Cantiere della nuova Camera di Commercio, Lamioni: «Metteremo teli e sposteremo i detriti»

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GROSSETO. È di appena un paio di giorni fa l’appello di un gruppo di residenti dell’area che sfiora il cantiere al Foro Boario. Si erano rivolti al Tirreno, denunciando una situazione di evidente disagio: «Non respiriamo, a causa dei lavori in corso si alzano grosse quantità di polvere, come borotalco. Alcuni di noi soffrono di malattie respiratorie». Oggi, a stretto giro di vite, a dare una risposta concreta è direttamente il presidente della Camera di commercio, Gianni Lamioni. Sì, perché la faccenda riguarda più di tutti l’istituto camerale che, responsabile dell’area, sta portando avanti i lavori di demolizione dell’ex fatiscente Foro Boario. Su quello stesso terreno sorgerà, nei prossimi anni, la nuova sede dell’ente che ha in mente un ambizioso progetto: «Sono venuto a conoscenza del disagio dei residenti proprio leggendo l’articolo sul Tirreno. Mi sono subito sentito in dovere di interessarmi e di fare il possibile per limitare i fastidi creati. Ovviamente, tutto questo sempre nella consapevolezza che abbiamo di essere nel pieno rispetto di ogni norma che regola i cantieri». Così Lamioni è andato sul posto, ha guardato con i propri occhi lo stato delle cose. E quella grossa collina di polvere e calcinacci, nata in seguito alla demolizione della prima parte della struttura, non è piaciuta neppure a lui: «Ho fatto un sopralluogo, accompagnato dal direttore dei lavori. E posso dire che comprendo perfettamente il disagio dei residenti. Do una risposta concreta e immediata: tanto per cominciare porteremo il monte dei detriti più lontano dalle case, direi almeno una quindicina di metri. Inoltre tutto sarà notevolmente limato». Gran parte dell’ammasso degli scarti edili, che pare siano di buona qualità, sarà riutilizzato per le fondamenta della nuova sede della Camera di commercio. «Un risparmio significativo, sia sotto il profilo economico, sia sotto quello dell’impatto ambientale». Ma non finisce qui: «Metteremo dei teloni di copertura, in modo da tutelare anche l’aspetto estetico. Perché diciamo la verità: l’area non è neppure bella». Adesso spetta all’amministrazione pubblica bonificare a dovere le strade che circondano i palazzi che, almeno a sentire le lamentele dei residenti, «Sono piene di ratti che scorrazzano indisturbati».

Un ambizioso progetto. Già, perché alla fine di tutto il trambusto creato dai lavori, l’intero isolato assumerà completamente un’altra fisionomia: la zona, da anni inutilizzata e caduta nel degrado, è destinata a rinascere e tornare a essere luogo simbolo della città. Ecco perché non può fare piacere la notizia che la procedura avviata dall’ente guidato da Gianni Lamioni si sia rallentata: «Abbiamo dei ritardi – ammette – che non rientrano nella nostra volontà. Il progetto preliminare è già stato approvato da diverso tempo, tanto che il bando per costruire era previsto per i primi mesi del 2013. Purtroppo tutto è legato alla fase di forte precarietà che vivono gli enti. Il momento non è semplice, è in atto una totale riorganizzazione». Insomma, l’addio alla malconcia sede di via Cairoli è ancora distante.

Maurizio Bernardini

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