Il Tirreno

Grosseto

«Tutti mi vogliono, sono pronto al bis»

di Maurizio Bernardini
«Tutti mi vogliono, sono pronto al bis»

In primavera l’ente rinnoverà i suoi vertici. Ma sulla presidenza ci sono pochi dubbi: Gianni Lamioni non si tocca

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GROSSETO. Via al rinnovo degli incarichi operativi e di rappresentanza della Camera di commercio. Il quinquennale scadrà nel marzo prossimo, ma le pratiche per accogliere le candidature dei futuri componenti del consiglio sono già aperte: l’avviso, con tutti i dettagli del caso, è da qualche giorno sull’albo e sul sito web dell’ente camerale. Per proporsi c’è tempo fino al 5 novembre. Ma già c’è una certezza: a guidare la Camera di commercio, dopo aver affrontato quella che sembra essere poco più di una formalità, sarà ancora Gianni Lamioni. Sì, perché tutte le parti in causa, per una volta, sono d’accordo (vedi a lato ndc) e perché non sembra esserci, al momento, altra candidatura che possa in qualche modo scalfire una figura che ha formato attorno a sé un solido consenso.

Presidente Lamioni, sarà un bis?

«Non mi sono ricandidato. Ma ho dato con piacere la mia disponibilità, perché mi è stata chiesta da più parti. Anzi, direi all’unanimità: dalle associazioni che fanno parte di Rete imprese Italia sino a consumatori e industriali. Ecco, questo è, sotto il profilo personale, un motivo di grande soddisfazione. Sarei ipocrita a dire il contrario. Certo è che quando la settimana scorsa è iniziato l’iter del rinnovo, l’altro elemento che mi è piaciuto è stata la forte armonia, unione e serenità riscontrata in tutte le componenti che formano la Camera di commercio. Un bell’approccio, non di poco conto specie in momenti di grande crisi come questo»

Che bilancio fa della sua gestione?

«Fare più di quello che abbiamo fatto era impossibile. La Camera di commercio ha dimostrato di avere le idee chiare, cosa non scontata. Occorre esaltare le vocazioni del territorio, farle emergere: basta pensare all’insistenza sul marchio Maremma e alla volontà di uscire fuori dai soliti confini, esaltando l’agroalimentare. A fianco a queste strategie abbiamo dato anche risposte immediate: dalle risorse messe in campo per abbattere i tassi d’interesse a quelle per limare la disoccupazione. Ricordo poi appuntamenti di successo come il Vinitaly e Maremma Food e Wine Shire».

E poi l’appoggio ai centri commerciali naturali…

«Infatti, anche lì ci siamo mossi: da Marina a Saturnia, da Roccastrada sino a Orbetello e Grosseto».

Oltre al bilancio gestionale c’è quello dei quattrini: lì come siamo messi?

«Sono preoccupato in vista della predisposizione del bilancio 2013. Questo per una serie d’incertezze che riguarda anche altri enti. Il rischio è quello di avere risorse minori di quelle che sino a ora abbiamo messo sul piatto per il tessuto produttivo locale».

Sul piano politico la Camera ha sempre detto la sua.

«Certo: abbiamo espresso più e più volte la nostra posizione sui temi caldi, come l’autostrada, l’università, la riforma istituzionale e quella delle Province. Per non parlare dell’aeroporto. Insomma: ci abbiamo sempre messo la faccia».

Il futuro: quali le sfide da vincere?

«Facciamo un passo alla volta e pensiamo al prossimo anno. Sino a oggi abbiamo seminato molto. Un grande impegno portato avanti durante un arco temporale tra i più sfortunati che la storia economica contemporanea ricordi. Diciamo che sarei felice se riuscissimo a mantenere bene il marchio Maremma e ripetere quel che sino a oggi abbiamo fatto. Questo almeno fino al 2014. Poi si vedrà».

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