Finanza
«Sull’Imu il Comune è miope e sordo»
Confedilizia attacca l’amministrazione: altre realtà hanno fissato un’aliquota più bassa per gli affitti concordati
GROSSETO. Case in affitto a canone agevolato, abitazioni messe a disposizione per l'emergenza abitativa, alloggi che i genitori decidono di dare in comodato d'uso gratuito ai figli: sono questi i casi in cui, rispetto alla definizione delle aliquote Imu, il Comune di Grosseto non ha fatto scelte virtuose.
Lo dichiara la Confedilizia di Grosseto in una nota della presidente, l'avvocato Paola Tamanti. «Come risulta dalla stampa - scrive Tamanti - l’assessore Borghi avrebbe affermato nel consiglio comunale del 27 settembre di non poter diminuire l’aliquota Imu per i contratti di locazione abitativa agevolati perché non sarebbe consentito dalla legge vigente in materia». Per Confedilizia Grosseto però tale affermazione non corrisponde al vero. «Con un comunicato dei primi di settembre - ricorda Tamanti - Confedilizia aveva portato all’attenzione del sindaco e di Borghi il caso di altri e ben più importanti Comuni come Milano, Torino e Trieste che per le abitazioni in locazione a canone concordato hanno fissato un'aliquota Imu inferiore a quella base. Come avevamo detto, si poteva quindi fare ed è già stato fatto».
Secondo l'associazione dei proprietari di immobili «le locazioni abitative agevolate subiranno, a causa di questa cecità dell’amministrazione, una notevole contrazione. Non potremo più orientare, come in passato, i nostri associati verso questa tipologia contrattuale disincentivata, fra l’altro, anche dalla recente normativa fiscale sulla cedolare secca».
Contestata anche la decisione presa per gli immobili messi a disposizione dai privati per l’emergenza abitativa: questi alloggi sono «passati dall’esenzione totale dall’Ici del 2011 al 7,60 per mille per l’Imu 2012, con conseguenze drammatiche per il territorio che già sconta notevoli difficoltà nel soddisfare la crescente domanda di alloggi da parte delle famiglie meno abbienti».
Confedilizia chiede inoltre al Comune perché non sia stata accolta la richiesta di ridurre l’aliquota per le abitazioni date dai genitori in comodato d'uso gratuito ai figli. «A questo proposito - scrive Tamanti - non dovrebbe risultare difficile vedere i non rari casi di genitori che, con sacrificio, sono riusciti ad acquistare una casa per i propri figli, sempre più spesso destinati a vivere di precariato, che trovano un sostegno fondamentale nell’ambito della famiglia di origine».
Confedilizia esprime anche una valutazione sulle decisioni in materia di Imu.: «Dissentiamo - scrive Tamanti - sulla considerazione secondo la quale le aliquote del nostro Comune sarebbero eque perché il Comune andrebbe a prendere laddove c'è maggiore disponibilità. Non si tiene in giusto conto il ruolo oggettivo svolto dai contratti agevolati che non a caso riscuotono anche il favore delle associazioni degli inquilini». Da qui la definizione finale e netta del Comune come «esattore miope e sordo alle esigenze dei residenti».
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