Il Tirreno

Grosseto

POLEMICHE E TIMORI SUI LAVORI

Parco delle Crociere Tutto da rifare?

di Sabino Zuppa

ORBETELLO. L’ultima seduta del consiglio comunale e le polemiche tra maggioranza ed opposizione sui costi sostenuti dalla vecchia amministrazione, per l’organizzazione di alcuni eventi all’idroscalo,...

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ORBETELLO. L’ultima seduta del consiglio comunale e le polemiche tra maggioranza ed opposizione sui costi sostenuti dalla vecchia amministrazione, per l’organizzazione di alcuni eventi all’idroscalo, hanno improvvisamente riportato di attualità tutte le problematiche e le scelte amministrative che da quasi 20 anni ruotano intorno allo storico Parco delle Crociere.

Una struttura cara ai cittadini lagunari, la cui acquisizione partì dalla giunta di sinistra di Adalberto Minucci e che, dopo i 15 anni di Di Vincenzo e Matteoli, proprio con la neo giunta di centro sinistra, rischia di vedere annullato quello che da allora è stato fatto per la sua acquisizione e riqualificazione. Attualmente il parco orbetellano si trova in uno stato di grave inutilizzo e degrado, benché con il piano urbanistico passato con la giunta Matteoli, prima delle amministrative del 2011, si era deciso per una sua riqualificazione che sarebbe dovuta passare per alcun i punti fondamentali, legati proprio alla sua acquisto dal demanio aeronautico di competenza statale. Un percorso che cominciò Minucci, stimolando la nascita di una legge che permetteva tali acquisizioni da parte degli enti locali e che fu poi perfezionato da Di Vincenzo, dopo almeno tre anni del suo mandato.

In pratica, mentre in precedenza il comune di Orbetello pagava una sorta di concessione per sfruttare ed usufruire del Parco delle Crociere, si passò ad un acquisto con il pagamento di una serie di rate per una cifra totale di circa 1,5 milioni di euro. Rate che dovrebbero terminare il prossimo anno e che non costituivano gli unici punti del contratto i cui vincoli temporali sembrerebbero essere stati solamente quelli relativi ai vari passaggi burocratici delle nuove destinazioni urbanistiche. Altre due le due regole fondamentali cui si sarebbe dovuti sottostare: la prima era che si doveva trovare una sistemazione alle 8 famiglie che da sempre vivono in alcune strutture abitative dell’aereonautica presenti nel parco; la seconda, che tutto quello che si sarebbe costruito non sarebbe potuto essere ceduto a privati. E proprio nella prima clausola si troverebbe la probabile invalidazione di quanto deciso in passato, come spiega l’ex sindaco Rolando di Vincenzo: «Gli 8 appartamenti in questione si sarebbero dovuti ricavare all’interno della cessione del terreno ad edilizia residenziale di Albinia messo all’asta di recente per rientrare nei vincoli del patto di stabilità. Tale terreno era stato acquistato in passato dal comune, presso un privato al prezzo di 500 mila euro, proprio per portare avanti il progetto relativo all’idroscalo, dove noi avevamo previsto tra l’altro il polo scolastico orbetellano, una casa di riposo e tutta una serie di strutture sportive, legate agli sport acquatici. Tutto si sarebbe svolto tramite un progetto di finanza in cui il comune avrebbe ceduto le concessioni edilizie, tramite un bando, dietro la corresponsione di soldi e delle 8 unità abitative, il cui affitto sarebbe stato pagato dall’aereonautica a costi di equo canone».

Ma nell’ultimo bando di alienazione del terreno albiniese, su cui sarebbero previsti 24 appartamenti, non si parla di nessun vincolo relativo ad eventuali appartamenti da corrispondere alle famiglie residenti al parco orbetellano, per cui la scelta appare chiara: il nuovo sindaco Paffetti e la nuova amministrazione non ritengono più attuale il progetto urbanistico dell’idroscalo e forse per motivi economici non sembrano interessati a proseguire sulla strada dei loro predecessori.

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