Proteste
«Non è possibile fare differenze, è vietato dalla legge»
Il Comune di Grosseto miope e poco virtuoso rispetto alle locazioni a canone concordato? L’assessore al bilancio Paolo Borghi non ci sta e risponde punto su punto alle contestazioni mosse da...
Il Comune di Grosseto miope e poco virtuoso rispetto alle locazioni a canone concordato? L’assessore al bilancio Paolo Borghi non ci sta e risponde punto su punto alle contestazioni mosse da Confedilizia. «Secondo l’indirizzo dell’ufficio tributi e di illustri consulenti che sono stati sentiti – spiega Borghi - la differenziazione tra canone libero e concordato rispetto alle aliquote Imu non è consentita dalla legge. La legge sull’Imu è molto stringente su aliquote e categorie di immobili, non fa differenziazioni e parla esclusivamente di locazioni a uso abitativo. Quindi in assenza di un diverso provvedimento del governo o del legislatore (che sono i veri interlocutori a cui Confedilizia avrebbe dovuto rivolgersi) questa differenziazione delle aliquote non può essere fatta e se alcuni Comuni decidono diversamente a me non fa testo, nel senso che c’è una gerarchia delle fonti e noi ci atteniamo ad essa. Introdurre differenziazioni avrebbe significato esporre il Comune al rischio di ricorsi al Tar o in commissione tributaria».
Quanto agli alloggi messi a disposizione del Comune per l’emergenza abitativa Borghi spiega che siccome al momento sono solo due in tutto il Comune i proprietari di immobili in questa condizione («due soli benefattori», così li definisce il vicesindaco) il Comune preferisce destinare a loro un bonus ad hoc piuttosto che introdurre un’esenzione specifica per questo caso. Quanto infine agli alloggi ceduti in comodato gratuito secondo l’assessore al bilancio non c’è stata cecità da parte del Comune: è stata solo applicata la legge. «Gli alloggi dati in comodato gratuito – osserva Borghi - godono già della esenzione dall’Irpef e in ragione di questo la normativa non consente altre agevolazioni».
L’assessore Borghi considera comunque «quantomeno singolare» la presa di posizione della Confedilizia di Grosseto, «la stessa associazione – nota a margine dell’intervista - che nel 2007 fece ricorso al Tar (e lo perse) contro una mia delibera che andava proprio nella direzione di portare al 5 per mille gli immobili a canone concordato a danno delle seconde case sfitte».
«Ribadisco – conclude Borghi - che le scelte adottate rispettano lo spirito e il dettato normativo e che non c’erano al momento le condizioni per decidere diversamente ma qualora sarà possibile lo faremo». (s.l.)
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