Sicurezza
I pescherecci riprendono la via del mare
STEFANO. La banchina del Molo Garibaldi ieri perfettamente deserta, al contrario della tristezza che procura il vuoto della banchina della Pilarella, riempie di gioia. Significa che la flottiglia...
STEFANO. La banchina del Molo Garibaldi ieri perfettamente deserta, al contrario della tristezza che procura il vuoto della banchina della Pilarella, riempie di gioia.
Significa che la flottiglia della pesca a strascico- che appunto ormeggia al Molo Garibaldi - è tornata a pescare lasciando le banchine vuote. Per tutto il mese di settembre le unità pescherecce di Porto S. Stefano sono obbligatoriamente rimaste a terra per rispettare il cosiddetto fermo biologico imposto dalle autorità centrali, fermo che dovrebbe ripopolare il mare. Naturalmente il fermo, è stato sempre osteggiato, invano, dalle aziende di pesca. Le due posizioni hanno suscitato nel tempo infinite discussioni.
Alla fine, ha vinto l’intransigenza degli “scienziati”, i pescatori si sono rassegnati e facendo di necessità virtù, rimangono fermi a banchina per un mese intero.
Ma non la smettono di mugugnare: la sosta di un mese non serve a niente, borbottano, serve solo a stravolgere i mercati.
La flotta peschereccia ormeggiata al molo Garibaldi è molto bella a vedersi, e fa tanto “colore”, ma non fa entrare nemmeno un centesimo nelle tasche dei pescatori, e poi questi uomini di mare non vogliono fare i pellerossa Sioux che danzano nella riserva indiana per la curiosità di chi viene dalla città.
Renzo Wongher
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