Il Tirreno

Grosseto

Dopo le elezioni, quanti veleni

di Paolo Mastracca
Dopo le elezioni, quanti veleni

Clima acceso a Manciano da maggio in poi: Galli-Mecarozzi erano troppo vicini...

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MANCIANO. La scelta della minoranza di disertare l'ultimo consiglio comunale ha definitivamente certificato che il clima politico a Manciano è costantemente rovente.

Una situazione che forse va oltre la dialettica che normalmente esiste tra maggioranza e opposizione.

Decidere di salire sull'Aventino, nel senso di boicottare un'attività istituzionale con la propria assenza, rappresenta indubbiamente un passaggio molto forte, forse il gesto estremo che cancella il confronto e mette la politica in un angolo. A questo punto sarebbe opportuno per ognuna delle parti in causa fare un passo indietro ma non sarà semplice dopo mesi di veleno che le recenti elezioni non sembrano avere placato.

Anzi, forse è stato proprio l'equilibrio riscontrato nello scrutinio elettorale a rendere ancora più caldi gli animi: 1.925 voti per Marco Galli, 1.896 per Mario Mecarozzi. È stato questo l'esito delle elezioni svoltesi il 6 e 7 maggio 2012, una differenza minima di 29 voti che rappresentano il solco tra la vittoria dell'attuale sindaco e la sconfitta dell'ex primo cittadino.

Un solco che può sembrare appena percettibile ma che nella sostanza sposta inesorabilmente gli equilibri da una parte all'altra.

A caldo, subito dopo l'esito elettorale, Mecarozzi disse di sentirsi il vincitore morale, anche perchè ai suoi occhi la lista di Roberto Denei che raccolse 435 preferenze e nessun consigliere comunale sembrò costruita appositamente per sottrargli quei voti che gli avrebbero permesso di tornare ad essere il sindaco di Manciano. Si tratta di una valutazione che probabilmente trova linfa in ragioni che hanno un fondamento, però in democrazia è legittimato ad amministrare chi ottiene anche un solo voto in più dell'avversario politico.

Ragion per cui Marco Galli ha il diritto-dovere di amministrare, così come fece Mario Mecarozzi quando vinse le elezioni. Forse la lista Manciano Comune Aperto di cui è leader Mario Mecarozzi, non ha ancora completamente metabolizzato la conclusione anticipata della legislatura in cui ha amministrato il comune di Manciano.

Una maggioranza che cominciò ben presto a sgretolarsi e a perdere per strada un pezzo per volta fino all'epilogo dell'arrivo del commissario prefettizio. Probabilmente per questo motivo l'attuale minoranza sta praticando la via di un'opposizione dura e intransigente con lo scopo di far vacillare la maggioranza di Marco Galli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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