Il dolore
Dopo 46 anni chiude la galleria Il Tridente
Saracinesche abbassate a fine mese in via Cavour. Il presidente Sorini: «Finiti ormai i tempi d’oro»
GROSSETO. Una storica galleria d'arte cittadina chiuderà i battenti alla fine del mese.
È il caso de “Il Tridente”, che abbassa definitivamente la saracinesca dopo aver ospitato, in quarantaseianni di vita, mostre di quadri e sculture, dibattiti ed incontri con celebri pittori di livello nazionale. La galleria, infatti, venne aperta in città nel 1966 e fino ad oggi, nelle due sedi storiche – prima in via Garibaldi, poi in via Cavour – ha organizzato circa centoventi personali di artisti italiani e stranieri. Enzo Sorini, storico presidente dell'associazione culturale omonima, “Il Tridente”, ci accoglie nella sua sede mentre è impegnato a traslocare i cimeli più importanti fra locandine, riviste, quadri e foto d'epoca che riassumono una vita dedicata all'arte e la suggestiva storia della galleria. «Decisi di iniziare l'attività perchè convinto da alcuni amici pittori che frequentavo all'epoca – spiega Sorini – come il grossetano Bruno Dominici ma ero già appassionato di quadri e sculture. Continuerò ad amare l'arte, consapevole che la mia galleria sia stata l'unica del suo genere a Grosseto ma per motivi personali non posso più portarla avanti».
Sorini racconta i decenni d'oro degli anni settanta ed ottanta, nei quali ospitò – oltre ad incontri con critici d'arte e grossetani appassionati – mostre di artisti internazionali del calibro di Carlos Mensa, Karl Plattner o Werner Tubke – «uno dei più grandi pittori esteri di tutti i tempi - come sottolinea Sorini – o nazionali come Ugo Attardi – artista bravo sia come scultore che come pittore, una delle prime mostre che allestii fu sua, dice – Silvio Cherubini e Giuliano Vangi o locali come Bruno Dominici (a cui è stata dedicata una via cittadina)».
«Organizzavamo circa tre o quattro mostre all'anno e fra le esposizioni fuori città a cui ho partecipato, ricordo l'Arte Fiera di Bologna del 1975».
Sorini porterà sempre nel cuore un'opera importante, il “Dolore Umano” di Giuliano Vangi, di cui “rivendica” persino la collocazione situata all'ingresso dell'ospedale Misericordia. «È merito della volontà mostrata dalla mia associazione – afferma – se si trova al nosocomio cittadino».
Ma numerose sono state anche le collaborazioni con altre celebri gallerie italiane, quali la 32 di Milano la Forni di Bologna e Santa Croce di Firenze. Erano le epoche prima dell'arte moderna e poi di quella contemporanea che, oggi, Grosseto cerca di rivalutare attraverso convegni e mostre. «Apprezzo l'impegno della nostra città nell'organizzare eventi sull'arte e – conclude Sorini – nonostante che i tempi siano cambiati, ci sono ancora pittori validi».
Stefano Fabbroni
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