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Grosseto

Una piazza intitolata a Busatti

Una piazza intitolata a Busatti

La decisione della giunta: il preside sarà ricordato fra via Manetti e le Mura

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GROSSETO. Presto Grosseto avrà una piazza intitolata a uno dei presidi e degli uomini di cultura della città più amati, il professor Aldo Busatti, scomparso nel 2008. Si tratta dell’area di sosta di via Manetti ai piedi del bastione Garibaldi che prenderà il nome di piazza Aldo Busatti. Così ha deciso la giunta comunale nella seduta del 18 settembre scorso. Aldo Busatti, il cui nome non è legato solo al mondo della scuola ma è ricordato anche come fine dantista e autore di pubblicazioni e opere di narrativa, nasce nel 1921 a Radicondoli (Siena) da genitori originari di Scansano, paese a cui resterà sempre legato. La sua infanzia e la sua gioventù sono caratterizzate da diversi trasferimenti in Toscana dovuti alla professione del padre. Frequenta l'università a Firenze ma nel 1941 è chiamato sotto le armi e nel 1943, durante lo sbarco in Sicilia, viene fatto prigioniero dagli alleati e internato in un campo di concentramento in Egitto. Rimpatriato nel 1946 finisce gli esami e si laurea con il massimo dei voti in un solo anno. Busatti partecipa ai primi concorsi a cattedra e insegna per tanti anni italiano e storia alle Magistrali di Grosseto fino al 1976, quando, vinto il concorso per preside, ottiene la presidenza dell’istituto magistrale di Siena. Successivamente torna in Maremma per diventare preside di generazioni di grossetani: prima al liceo di Massa Marittima, poi al liceo scientifico di Follonica, infine al liceo classico “Carducci-Ricasoli” di Grosseto, dove rimane fino alla pensione nel 1985. Nel 1986 riceve dal Ministero della pubblica istruzione la medaglia d’oro destinata ai “benemeriti della scuola” e dal 1988 è il primo docente di lingua e letteratura italiana dell’Unitre. «Busatti è stato uno dei primi a credere nel progetto Unitre a Grosseto – dice Giuseppina Scotti – e dopo il pensionamento ha insegnato per anni da noi tanto che come Unitre abbiamo chiesto che il Comune lo ricordasse intitolandogli una via o una piazza. Siamo felici che la proposta alla fine sia andata in porto».

Sara Landi

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