Italia
Prosciolti dopo il blitz dei Nas
I titolari del ristorante Il Tordaio erano accusati di tentata frode in commercio
GROSSETO. Anche se quegli alimenti congelati erano conservati in buste di plastica del tipo di quelle usate per i rifiuti non c'è prova «di alcun cattivo stato di conservazione». Non vi sono norme che vietino «la custodia di alimenti congelati all'interno di involucri in plastica o cellophane» e non c'è riscontro che tali involucri «risultassero insudiciati o precedentemente adoperati per altri usi». Infine, in sede di indagine non è stato effettuato alcun accertamento sulle «condizioni di deterioramento riconducibili a tali loro modalità di custodia».
Per queste motivazioni adesso depositate il giudice Giovanni Muscogiuri ha mandato assolti (il fatto non sussiste) i gestori del ristorante Il Tordaio di Roselle, Enzo Benelli, 80 anni, e Daniela Benelli, 51 anni, che nel luglio 2008 avevano subìto un controllo da parte dei Nas di Livorno. Due le imputazioni: tentata frode in commercio, per aver detenuto per la vendita prodotti congelati o surgelati senza indicarne l'origine (funghi, polli, tordi, bistecche, pesce, crostacei, pasta e altro ancora) per decine e decine di chili; e conservazione di alimenti in cattivo stato, con uso di incarti inappropriati e inadatti al contatto diretto con gli alimenti. La Procura aveva chiesto l'assoluzione di Enzo e la condanna di Daniela a 2 mesi e 1.000 euro.
Sulla contestazione relativa all’avvertimento sul congelamento dei prodotti, il giudice ha subito sgomberato il campo leggendo le indicazioni sui menu sequestrati, dove la presenza di alimenti freschi o congelati era espressamente indicata. «Pertanto gli avventori non pativano alcuna condotta frodatoria, perché, avendone interesse, ben potevano informarsi presso i camerieri addetti al servizio - come del resto emerso nel corso dell'istruttoria difensiva».
A proposito degli involucri, il giudice ha notato che l'accusa non ha fatto alcun tipo di riferimento a una eventuale normativa che vieti la custodia di alimenti congelati all'interno di involucri di plastica o cellophane. «Le modalità di custodia degli alimenti per cui si procede, così come riportate nel giudizio, non risultano di per sé illecite né consentono di ritenere inequivocabilmente accertato alcun concreto pericolo di degradazione, contaminazione o alterazione delle relative sostanze». Difesa Francesco Amerini.
(p.s.)
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