Il Tirreno

Grosseto

Presidi per diabetici all’ospedale o a casa, la soluzione della Sds

di Fiora Bonelli

I prodotti potranno essere ritirati anche negli ambulatori Franci: «Per i celiaci attivati punti vendita da Coop e Conad»

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AMIATA. La Società della Salute dell’Amiata grossetana trova una soluzione per garantire al meglio il servizio di distribuzione dei presidi occorrenti ai diabetici della montagna e si muove per dare risposte (per ora giudicate parziali, dalla stessa Società della Salute) anche ai sofferenti di celiachia. Ovvero quelle persone che hanno bisogno di alimenti specifici che prima dell’interruzione della convenzione con le farmacie Asl, potevano ritirare nelle farmacie anche private.

I diabetici amiatini, infatti, saranno serviti in house e potranno ritirare i loro presidi negli ambulatori dei vari paesi dell’Amiata grossetana e anche nella farmacia dell’ospedale di Castel del Piano. Una soluzione ottimale, viste le gravi difficoltà che si sono ultimamente registrate in provincia di Grosseto per questi malati. La Società della Salute Amiata grossetana ha fatto il punto, nell’ultima seduta di giunta di pochi giorni or sono, su alcune problematiche calde del territorio: i presidi per diabetici, gli alimenti per i celiaci e i progetti di agricoltura sociale. «È davvero disdicevole - commenta il presidente della SdS Claudio Franci - il rifiuto da parte delle farmacie della provincia di Grosseto (uniche farmacie in Toscana) a sottoscrivere l’accordo con la Asl per rifornire i diabetici dei loro presidi. Ma siccome la situazione è questa, in Amiata, è stata garantita la distribuzione alla farmacia dell’ospedale di Castel del Piano dei presidi per diabetici e si è cominciato a programmare in ogni distretto la consegna ai malati che potranno andare a ritirare lì il necessario in modo programmato».

Perciò in ogni comune e negli ambulatori che sono presenti nelle varie realtà distrettuali, i pazienti potranno andare a prendere i loro presidi prendendo accordi per la data e le scadenze con il personale dell’ambulatorio. «In questo modo si cerca di rispondere a una categoria fragile dell’utenza sanitaria in modo soddisfacente». Altra questione per i celiaci, per i quali la questione è “più complessa”, come la definisce il presidente. Perché qui, come ricorda lo stesso Franci, si tratta di una scelta alimentare e per ora non è stato possibile garantire il medesimo ampio ventaglio di alimenti disponibili nelle farmacie. Ma adesso che quei punti non sono disponibili si è cercato di non lasciare chi ha bisogno di alimenti speciali, senza possibilità di rifornimento comodo: «Si è attivato un punto vendita alla Coop e alla Conad - spiega Franci - ma sappiamo che qui, per ora, la scelta è ristretta, per cui si invita la Asl ad ampliare la gamma degli alimenti e soprattutto si invitano le farmacie e la Asl a riconsiderare la possibilità di riattivazione della collaborazione precedente».

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