Sicurezza
«La legge parla chiaro non può restare in casa»
Sul caso di Laura e Maria parla il presidente dell’Epg, Sergio Stefanelli «Non solo deve lasciarla, ma la seconda donna non poteva essere lì»
GROSSETO. Sulla vicenda di Laura e Maria, conviventi in un Comune della provincia insieme alle loro figlie in una casa popolare assegnata a Maria (scomparsa due mesi fa in un incidente stradale) ieri è arrivato un ulteriore contributo.
È quello del presidente di Epg, Sergio Stefanelli, l’ente che gestisce le case popolari in Maremma e che aveva assegnato, a una delle due, la casa dove vivevan.
«La nostra società, in questi giorni, è stata più volte chiamata in causa; – spiega Sergio Stefanelli - pur nel pieno rispetto degli affetti, dei legami familiari e del dolore ancora troppo recente, ci sono alcuni aspetti formali e, soprattutto, legislativi da tenere in conto. Questo anche per chiarire gli eventuali diritti di tutte quelle persone, in questo caso circa cinquanta famiglie nella graduatoria pubblica del Comune in questione, che seguendo leggi complicate e una burocrazia spesso snervante, da anni, attendono con pazienza che si liberi un alloggio di edilizia residenziale pubblica».
L’Epg, insomma, starebbe solo applicando la legge che, in sostanza, non ammette alcuna deroga.
«Va detto anche – prosegue Stefanelli – che non siamo noi ad assegnare gli alloggi popolari ma i singoli Comuni e che la signora Laura, pur prima nella graduatoria generale del suo Comune, non può restare nell’alloggio dove attualmente vive. L’immobile ha infatti una superficie che la legge stabilisce idonea per quattro persone, quindi non adatta all’attuale nucleo familiare della donna, che è composto, invece, da tre. Di contro, nella stessa graduatoria, ci sono altre famiglie di quattro persone legittimate ad ottenere l’assegnazione».
Ma questo aspetto apre anche un’altra questione, legata alle norme della legge che disciplina l’assegnazione delle case popolari. Stefanelli la precisa in modo molto chiaro.
«A suo tempo Maria - per ospitare Laura e le sue due figlie nell’alloggio assegnatole - secondo quanto prevede la legge, avrebbe dovuto fare richiesta di ospitalità all’Epg. Richiesta che a noi non è mai pervenuta e che, comunque, non avrebbe mai ricevuto l’autorizzazione perché avrebbe determinato sovraffollamento. Inoltre l’ospitalità a parenti o estranei deve essere motivata da ragioni di assistenza o altri gravi motivi familiari. E’ temporanea, non dà assolutamente diritto al subentro nel contratto di locazione e quindi a rimanere nell’alloggio».
Poi Serhio Steanelli conclude così. «Queste sono le regole a cui noi tutti dobbiamo attenerci nel pieno rispetto della normativa in una materia delicata come quella della casa e del diritto alla casa».
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