Il dolore
L’ingegnere degli appalti non ride più
Sembra passato un secolo da quando l’ingegner Francesco Pisciscelli, uno dei re degli appalti in combutta con la politica, se la rideva la notte del terremoto dell’Aquila pregustando i milioni facili della ricostruzione. E anche dalla sbruffoneria dell’atterraggio con l’elicottero sulla spiaggia di Ansedonia l’ultimo Santo Stefano per portare mammà a mangiare il pesce nel ristorante preferito.
L’ingegnere adesso ha cambiato pelle, ha indossato quella del pentito. E ora non ride più. Ha riferito tre brutti episodi (i carabinieri cercano riscontri): tre tipacci armati fuori della villa, una busta a suo nome piena di proiettili, l’attentato incendiario all’amato elicottero. Ma non fa il pulcino bagnato: snocciola alla Finanza – racconta lui – nomi e cognomi di dirigenti pubblici e imprese colluse negli appalti sporchi in Italia. Dice di aver paura ma va in giro per l’Argentario, parla ma forse non dice tutto. Anche lui deve conservare qualche santo in paradiso.
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