Italia
«Macché dialogo, l’Imu è una stangata»
Confcommercio smentisce la giunta Paffetti: «Dicono di averci ascoltati e che abbiamo dato il nostro contributo? Falso»
ORBETELLO. Tempi duri per l’amministrazione comunale orbetellana, alle prese con una pioggia di critiche sull’Imu, e in particolare sulla scelta di applicare l’aliquota dell’8,9 per mille agli immobili destinati a commercio e artigianato. Un aumento dell’1,3 sull’aliquota base (in media 140 euro in più all’anno per chi possiede un fondo commerciale) che risulta il più alto tra quelli spalmati in tutta la revisione del bilancio e che scatena polemiche da più parti: dagli (inevitabili) attacchi dell’opposizione politica ai malumori interni alla coalizione (vedi le assenze dello scorso consiglio comunale e il voto di astensione del neo capogruppo dei moderati Roberto Miralli), fino – ed è notizia di oggi – alle durissime proteste delle categorie economiche.
È ora infatti Confcommercio Grosseto che, con una nota molto esplicita, accusa gli inquilini di piazza del Plebiscito di non aver saputo utilizzare la carta della concertazione con i diretti interessati, piccoli, medi o grandi imprenditori della laguna che saranno investiti dalle scelte del nuovo regolamento Imu.
«L’assessore al bilancio Aldi, ha parlato a più riprese di “dialogo” con le categorie che rappresentano i vari settori, tra cui i commercianti e gli artigiani», scrive Confcommercio. «Si è parlato di “contributo”, “senso di responsabilità” e “pacatezza” che hanno contraddistinto gli interventi delle associazioni, Confcommercio compresa, e di una sostanziale quanto apprezzabile assenza di “critiche” al percorso che ha condotto all’introduzione delle nuove aliquote». E invece, tuona l’Ascom, «non solo non abbiamo espresso in alcuna sede questa presunta “solidarietà”, ma ci siamo esposti ripetutamente, e già durante l’estate, contro l’aumento di queste aliquote».
«Lo stesso presidente Filippo Lombardelli – prosegue Confcommercio – aveva chiesto all’amministrazione un ulteriore ritocco al ribasso nel mese di luglio, per scongiurare la paralisi di tutti i comparti e le attività commerciali e produttive in genere. Affermare oggi che il regolamento Imu ha visto l’appoggio delle associazioni di categoria costituisce una gravissima mancanza di rispetto per le nostre posizioni».
Insomma, dice Confcocommercio, altro che “ripetuti incontri” e concertazione con i rappresentanti delle attività produttive: prima del consiglio di sabato scorso, assicura l’associazione, «non ci sono stati incontri in cui si sono effettivamente chiarite le intenzioni del Comune di Orbetello», se non «convocati “all’ultimo tuffo” e in modo non formale come si conviene a situazioni del genere. La nostra associazione ha ricevuto una telefonata nel giorno giovedì 27 settembre per un “rapido colloquio” con l’amministrazione da svolgersi l’indomani, venerdì 28 settembre. A questo incontro, ribadiamo informale, che oggi viene spacciato per chiarificatore, ha presenziato in rappresentanza della Confcommercio provinciale un nostro associato, titolare di un esercizio pubblico di Orbetello. E ciò che è stato presentato non è stata la richiesta di un parere, ma l’informazione fatta e finita su quanto si sarebbe andato a predisporre a livello legislativo».
Secca la smentita dell’assessore al bilancio Luca Aldi, il quale in primis corregge le date: «Ci siamo incontrati venerdì 21 settembre e non un giorno prima del consiglio; e in quella sede non è stata sollevata alcuna obiezione da parte di Confcommercio, né avanzate proposte alternative. Unica raccomandazione ricevuta è stata quella di cercare di limare ulteriormente le aliquote a vantaggio di commercianti e albergatori, cosa che alla fine siamo riusciti a fare recuperando e sforbiciando qua e là dalle spese amministrative, quali divise della polizia municipale, del personale, l’acquisto di materiale per la biblioteca e disinfestazioni».
Ma evidentemente tutto questo a Confcommercio non basta: «Tartassando commercianti e albergatori –chiosa l’associazione – si produrrà un’ulteriore contrazione dei consumi e dei soggiorni, quando chiaramente per effetto di queste tariffe essi si vedranno costretti a ritoccare al rialzo il prezzo dei loro prodotti e servizi. Il percorso che ha portato a quello che oggi vediamo non può dirsi in alcun modo “concordato” con la associazioni di categoria che, nelle occasioni in cui è stato richiesto un parere, hanno sempre ribadito la loro totale contrarietà al ritocco di questa tariffa. Non ammettiamo pertanto che si parli a nome nostro di un percorso contraddistinto da “pacatezza” e “solidarietà”, quando la realtà è tutt’altra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
