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Cisl e Uil restano dentro La difesa delle operaie

Cisl e Uil restano dentro La difesa delle operaie

GROSSETO. Il giorno del presidio delle vestaglie azzurre della Cgil davanti ai cancelli è stato anche il giorno dell’assemblea delle lavoratrici che in queste settimana hanno deciso di lavorare. Di...

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GROSSETO. Il giorno del presidio delle vestaglie azzurre della Cgil davanti ai cancelli è stato anche il giorno dell’assemblea delle lavoratrici che in queste settimana hanno deciso di lavorare. Di quelle donne, di quelle vestaglie azzurre che hanno accettato di entrare in fabbrica e lavorare anche senza stipendio.

L’ultimatum dettato dalla Cisl e dalla Uil nella famosa assemblea che spaccò il blocco delle dipendenti Mabro è scaduto da quattro giorni. «Le dipendenti che sono al lavoro - dice il segretario della Femca Cisl Fabio Della Spora - hanno deciso di restare al loro posto e di aspettare la prossima scadenza». Barontini ha detto che il 25 ottobre arriverà il saldo dello stipendio di agosto e anche quello di settembre. «Facciamo qualcosa di più - dice Della Spora - aspettiamo di arrivare al 27 ottobre, che è giorno di paga. Alla società concediamo due giorni in più. Ma questa volta gli stipendi ci devono essere altrimenti saremo costretti a prendere una direzione diversa da quella che abbiamo assunto fino ad ora». Le parole di Della Spora sono chiare: o si riscuote, oppure si rompe. Tra pochi giorni Cisl e Uil incontreranno la società per sottoporre il nuovo accordo alla proprietà della Mabro e capire se i tempi che loro hanno deciso di dettare saranno o meno rispettati.

Dentro l’azienda però, i malumori sono molteplici. Ieri un gruppo di dipendenti a nome del quale ha firmato Simonetta Scalabrelli, ha inviato una lettera aperta al presidente della Provincia Leonardo Marras, contestando le parole dell’inquilino di Palazzo Aldobrandeschi di qualche giorno fa, che aveva richiamato Abbigliamento Grosseto al senso di responsabilità e trasparenza. «Lei crede davvero che siano le scelte di Barontini - scrivono nella lettera - a mettere i lavoratori gli uni contro gli altri? Non crede che sia la forma di lotta che non condividiamo?».

Il messaggio delle dipendenti che hanno inviato la lettera è chiaro: «Vogliamo credere - scrivono - che lavorando insieme e non contro Barontinu supereremo le difficoltà di questa crisi».

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