Il Tirreno

Grosseto

Renzi “piove” su Grosseto e fa il pieno

di Matteo Baccellini
Renzi “piove” su Grosseto e fa il pieno

Nonostante il diluvio, in più di 1.000 al Moderno per il candidato sindaco. «L’obiettivo è restituire dignità alla politica»

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GROSSETO. Camicia blu, pantalone chiaro, parlantina che funziona mentre alle spalle si alternano slide e la scritta “Adesso”, col punto esclamativo: Matteo Renzi non ha tradito il suo stile, anche a Grosseto.

È arrivato sul palco del teatro Moderno pochi minuti prima delle 18,30. Ad attenderlo oltre un migliaio di persone (forse 1.300, molte in piedi), tra cui chi ha sfidato il diluvio per vedere arrivare il camper direttamente fuori, in via Tripoli. Dentro, applausi e decine di cartelli. “Adesso”, “Renzi il magnifico”, lo slogan che gli ha strappato subito un sorriso.

Rottamatore, è vero, ma Matteo quasi non si accontenta più della definizione principe.

«Non veniamo dal niente - ha detto - la nostra è una bellissima pazzia, restituire decoro e dignità alla politica. Cominciando col togliere dal Parlamento chi da 20 anni è imbullettato alla sedia e non vuol far passare le novità».

Le norme del Renzi pensiero le ha snocciolate subito: dimezzamento del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto tra Camera e Senato, abolizione degli odiosi e insostenibili vitalizi. Applausi inevitabili, specie quando ha ricordato che «Adriano Olivetti, dirigente illuminato, diceva che un manager non poteva guadagnare più di dieci volte rispetto all’ultimo dei dipendenti dell’azienda».

E poi, sotto col suo Pd, «partito ipocrita che per due volte ha pugnalato alle spalle Prodi. Noi facciamo una battaglia interna: se si vince si cambia l’Italia, se vince Bersani non sarò comprato con un voto di consolazione».

La bordata più grossa, al Moderno, l’ha riservata a D’Alema, il nemico interno per niente segreto. «Ha detto che se vinco io le primarie sarà la fine del centrosinistra. Gli rispondo che se vinco, di sicuro finisce la sua carriera di parlamentare».

E poi l’ipotesi Monti-bis. Un giochino che non piace a Renzi. «Sta passando l’idea che Monti, figura autorevole, sarà di nuovo premier sia che vinca il centrosinistra che i nostri avversari. Non ci siamo. Potrebbe essere importante in Italia o in Europa come supporto al governo, può restare ma non come premier».

Per convincere gli italiani a votarlo, il prossimo 25 novembre, ha pensato anche ai tre capisaldi: futuro, Europa, merito. «Nessuna paura - ammonisce Renzi dal palco - nel centrosinistra invece c’è quell’idea, in stile film di Troisi, del “ricordati che devi morire” (video proiettato sullo schermo) che non va. Dobbiamo pensare piuttosto a come vogliamo vivere. A quanti soldi spendiamo male in infrastrutture, e che potremmo mettere nell’edilizia scolastica o negli asili nido». Tema caldo, centrale, come quello delle tasse. «Bisogna che le paghino tutti e quello che recuperiamo dall’evasione lo mettiamo a disposizione delle famiglie, per far ripartire i consumi».

Quella che Renzi vorrebbe è un’Europa che rimetta in circolo, con i fondi, più di quanto non restituisca al momento agli italiani, «popolo di grandi risparmiatori privati che eppure hanno il debito pubblico peggiore». E un inno all’ottimismo con la meritocrazia. «È l’unica soluzione per essere credibili con i giovani».

Anche loro devono giocarsela, non rassegnarsi. «Come ho fatto io, con queste primarie. E anche voi, credeteci. Ma va fatto adesso», è il saluto di Matteo Renzi alla folla di Grosseto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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