Il Tirreno

Grosseto

Elicottero a fuoco e 3 proiettili in posta nella villa di Piscicelli

di Francesca Gori
Elicottero a fuoco e 3 proiettili in posta nella villa di Piscicelli

Distrutto il velivolo parcheggiato in una piazzola della casa L’imprenditore del G8 della Maddalena era stato minacciato

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PORTO SANTO STEFANO. Non è passato nemmeno un anno da quando tre pistoleri si sono presentati alla porta di Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore romano coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena. Le passate feste di Natale erano state un mezzo disastro per l’ingegnere. Il 26 dicembre era stato denunciato perché era atterrato con il suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. Il giorno di Santo Stefano aveva prenotato un tavolo al ristorante il Cartello di Ansedonia con mamma Maria. Quel giorno, disse poi nel ricorso al Tar che ha presentato a Roma, c’era troppo vento e quell’atterraggio fu necessario. Qualche giorno dopo, arrivarono i tre pistoleri a fargli visita alla villa di Spini Bianchi, dove l’imprenditore napoletano passa buona parte del suo tempo libero.

Ieri, invece è toccato al suo elicottero. Pilone centrale con l’elica, cabina e tutta la parte davanti del velivolo sono andati distrutti.

I vigili del fuoco del distaccamento di Orbetello sono arrivati subito alla villa, insieme ai carabinieri di Porto Santo Stefano. La proprietà è completamente recintata. Tutto è accaduto intorno alle 20 a Porto Santo Stefano, dove l'imprenditore ha casa: l'elicottero era parcheggiato in una piazzola all'interno della sua proprietà. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. Le fiamme hanno distrutto il velivolo ma per fortuna non ci sono stati feriti.

Impossibile per ora dire se quell’incendio è doloso o meno. Piscicelli però, qualche dubbio lo ha mostrato ieri ai carabinieri. Era sul cancello della sua villa, quando i militari sono arrivati a Spina Bianchi. «Secondo me è doloso», sono state le prime parole che l’imprenditore ha pronunciato quando ha visto i militari di Porto Santo Stefano.

I vigili del fuoco, con il loro automezzo, non ce l’hanno fatta ad arrampicarsi su quella strada ripida. Hanno dovuto caricare gli estintori sulla macchina dei carabinieri e arrivare fino alla proprietà dell’ingegnere. Ora tocca ai vigili del fuoco stabilire la causa di quell’incendio che presenta senza dubbio qualche anomalia: il fuoco ha distrutto l’elicottero di Piscicelli nel primo giorno di pioggia in Maremma. L’Argentario, ieri, non è stato risparmiato dall’acqua che è caduta copiosa anche sulla villa dell’imprenditore. Le fiamme sono partite dall’elicottero e lì sono rimaste. Non c’è stato nessun altro danno, se non a quel velivolo che aveva procurato anche qualche noia all’imprenditore. Noie come la denuncia dopo l’atterraggio ad Ansedonia, noie come la sospensione della licenza di volo e il ricorso al Tar.

Poi però all’Argentario Piscicelli si era dovuto confrontare con problemi ben più seri: a febbraio aveva iniziato a collaborare con la magistratura e denunciò di essere stato aggredito a Roma da due sconosciuti. Aggressione che non si era ripetuta ma che aveva avuto un seguito alla villa che domina Porto Santo Stefano. Là Francesco Maria De Vito Piscicelli era stato minacciato da tre uomini con la pistola, davanti a quello stesso cancello bianco dove ieri ha aspettato che arrivassero i vigili del fuoco e i carabinieri. Nella stessa abitazione dove lui ha trascorso un periodo agli arresti domiciliari e dove qualche giorno fa ha ricevuto i tre proiettili per posta.

«Da quando collaboro con la magistratura - disse quando si trovò davanti i tre uomini armati - ogni volta che parlo con la Procura qualche giorno dopo ricevo delle minacce». Mercoledì scorso Piscicelli ha parlato con gli investigatori. Poi sono arrivati i proiettili e ieri è andato a fuoco l’elicottero.

I carabinieri di Porto Santo Stefano insieme ai militari del norm di Orbetello sono al lavoro per risolvere il rompi capo. Questa volta con i vigili del fuoco che dovranno sciogliere il dubbio su quell’incendio e stabilire se sia stato doloso oppure no.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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