Il Tirreno

Grosseto

Terme di Pitigliano «Lavoro nero e operai senza paga»

di Matteo Baccellini
Terme di Pitigliano «Lavoro nero e operai senza paga»

Fino al 27 luglio hanno ripulito la boscaglia a Tosteto Dodici denunce contro il titolare all’ispettorato del lavoro

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PITIGLIANO. Si sono fidati, un po’ per ingenuità e un po’ per bisogno di lavorare. Dal 14 maggio al 27 luglio una dozzina di operai di Caserta e Marcianise si sono prodigati nel complesso termale di Pitigliano per ripulire erbacce, sterpaglie quella boscaglia che in tanti anni di inattività ha oscurato il complesso del Tosteto. Costruito tra il 2001 e il 2005, ma mai venuto alla luce.

Confidando che il proprietario li mettesse in regola e soprattutto li pagasse, hanno sudato per due mesi e mezzo. «Ma già a luglio avevamo cominciato ad avere i primi sospetti. Chiedevamo un acconto, la regolarizzazione del contratto di lavoro, ma l’ingegnere a cui facevamo riferimento prendeva tempo».

La proprietà aveva già stipulato un accordo con un’altra ditta per far avviare il cantiere edilizio vero e proprio a settembre: l’azienda edile C&G aveva già le carte firmate, era pronta ad assumere anche qualcuno degli operai che nei primi mesi avevano svolto il “disboscamento”. C’era da far presto per non far scadere la convenzione per le acque. Ma la situazione è precipitata, tanto che un mese fa gli operai si sono fermati. E a questo punto anche il cantiere edilizio non verrà aperto. Ce lo ha confermato uno dei titolari della C&G, spaventato dal precedente di questi giorni.

«Avevamo già anticipato 9mila euro per mangiare, pagando di tasca propria due settimane di albergo, a maggio, per vivere vicino al cantiere - spiega il portavoce degli operai non pagati e di fatto costretti a lavorare in nero - E dopo due mesi e mezzo di lavoro senza vedere il contratto e nemmeno euro abbiamo capito che non c’erano soldi e che la nostra posizione era poco chiara. Così ci siamo rivolti ai sindacati e ai carabinieri».

Si parla di 100mila euro, contributi esclusi, da riscuotere. Una doccia gelida per il progetto delle Terme di Pitigliano, strombazzato solo pochi mesi fa. La proprietà, la società Satet, facente campo a Sergio Gambassi aveva presentato domanda in Comune per il rinnovo dell’autorizzazione allo sfruttamento delle acque termali, dopo anni di buio assoluto. Finalmente, era stato il sospiro. «L’impegno era quello di riprendere i lavori per arrivare all’apertura del complesso entro l’estate prossima», aveva detto al Tirreno poche settimane fa il sindaco Camilli.

Quello che nè il sindaco, nè i lavoratori potevano sapere era che i primi mesi di lavoro, quelli di ripulitura in vista del via al centiere, non fossero regolarizzati. «Qualcuno ci aveva promesso tutto. Lavorate qualche mese, vi aggiustiamo e poi parte il cantiere».

Invece ieri le maestranze della Cgil si sono recate all’ispettorato del lavoro di Grosseto per presentare formale denuncia. Uno alla volta hanno firmato un documento che attesta le 10 ore medie di lavoro, per sei giorni a settimana, dal 14 maggio al 27 luglio. La Cgil, che ufficialmente non può aprire una vertenza, trattandosi di lavoro in nero, sta appoggiando le pratiche degli operai confermando «una situazione fumosa in cui manca una regolarizzazione contrattuale oltre che una busta paga».

La novità emersa ieri è che il proprietario della Satet Terme ha anche messo nero su bianco la sua impossibilità a pagare. «Forse lo ha fatto sperando che non andassimo all’ispettorato», ha malignato qualcuno. Ma è comunque un’ammissione di insolvenza, magari temporanea. Solo che la pazienza è finita. E con questa anche i lavori. Almeno per un po’.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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