La manifestazione
Falciato da un’auto davanti a casa
Ribolla in lutto per Aldo Baldaccini, 89 anni, ex allenatore e giocatore della squadra del paese negli anni delle miniere
GROSSETO. Se n’è andato davanti casa. Dapprima seduto su una panchina, si è alzato sorreggendosi con i bastoni per attraversare la strada ed è stato travolto in pieno da un’auto. Nessuno scampo per Aldo Baldaccini, 89 anni di Ribolla, ucciso intorno al le 17,40 di ieri da una vettura guidata da una 50enne. Lascia una moglie, due figlie e un paese in lutto. Perché Aldo - o “Aldino” come lo chiamavano - in paese era conosciuto da tutti.
Nel pomeriggio è uscito per fare una delle sue consuete passeggiate; una boccata d’aria in compagnia degli inseparabili bastoni. Aveva difficoltà a camminare, viste l’età e le condizioni di salute piuttosto precarie. Si è seduto su una panchina di via Napoli, strada che confluisce in via Milano dove abita, e ha attraversato. Ma proprio in via Milano - davanti a una fila di case tra cui la sua - è stato centrato da una Fiat 500 condotta da una dipendente del Coseca. Il 118 ha tentato di rianimarlo, l’anziano è morto poco dopo.
Personaggio storico di Ribolla, per decenni giocatore di calcio e allenatore, Baldaccini ha fatto scendere in campo centinaia di ragazzi tra cui (negli anni ’60) l’attuale sindaco Giancarlo Innocenti, appassionato di pallone in età giovanile. A lungo ha custodito la memoria storica del borgo, specie negli anni in cui lo sport ha costituito un potentissimo collante sociale per il vecchio borgo minerario, e lo ha più volte documentato lui stesso, nei suoi appassionati amarcord calcistici dove non ha mai dimenticato lo sport. Era nato nel 1923. Il calcio gli è entrato nel sangue già negli anni ’30.
«Ho cominciato a giocare nel Ribolla quando avevo 11 anni - racconta recentemente nel sito www.ribolla2004.it - Ero una punta. L’ultimo campionato l’ho fatto nel 1951e fu veramente splendido. Ci pensate. La squadra di un villaggio minerario della Maremma che si misurava con squadre delle più importanti città toscane, come Pistoia e Carrara. All’epoca la vita della squadra era legata in modo stretto all’azienda Montecatini, che metteva i soldi per farci andare avanti...».
Per un periodo - racconta il sindaco Innocenti - oltre a seguire il calcio ha condotto al bivio di Montemassi anche la Botteghina, vecchia mesticheria di campagna e «posto strategico dove una volta si comprava tutto, dal chiodo al panino per fare colazione. Una persona nota a tutti. Esprimo le condoglianze mie e di tutti, sicuro di esprimere il sentimento di un intero paese». I rilievi sull’incidente sono portati avanti dai carabinieri di Massa Marittima.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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