Sicurezza
Sparita la cassetta delle lettere
Desideri: «Nessuno può più fare esposti, l’ufficio non ha futuro»
GROSSETO. Il giorno dopo aver ricevuto la revoca degli incarichi, gli ex responsabili del Tribunale del Malato di Grosseto si tolgono qualche sassolino, o forse è meglio definirla pietra, dalla scarpa. Il tutto mentre e la cassetta delle lettere, quella in cui, malgrado la chiusura, sarebbe stato possibile lasciare nuovi esposti, è stata tolta dall'ospedale Misericordia. «Di fatto nessuno l'ufficio è morto. E chissà per quanto tempo».
«Da tempo è stata recapitata da parte nostra al segretario Amadei una richiesta di circostanziare e provare le accuse nei nostri confronti - dice Roberto Desideri - ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
Per i volontari che per due anni hanno raccolto esposti (78 nel 2011, e 50 solo quest'anno) e reclami da parte di parenti e vittime di episodi di malasanità, è arrivato il momento di fare chiarezza. «Il vero motivo per cui il segretario regionale di Cittadinanzattiva ha chiuso il Tdm di Grosseto, con la disponibilità dell'Asl 9, sono state le procedure che avremmo dovuto adottare e che noi ci siamo rifiutati di mettere in pratica. E oggi non può riaprire la sede perché i volontari si rifiutano di prestare la propria attività alle condizioni imposte da lui».
«Secondo Amadei - prosegue Desideri - l'utente non doveva sottoscrivere nessun esposto in prima persona, ma raccontare il caso al volontario del Tdm, il quale lo avrebbe interpretato e denunciato a suo nome e sotto la sua responsabilità all'Asl. Questa procedura, avrebbe fatto correre seri problemi ai volontari».
A Grosseto si cita anche un episodio considerato pericoloso. «Il responsabile del Tdm di Firenze, anni fa, attivando questa procedura, suggerita da Amadei, fu denunciato dall'Asl e gli fu richiesto un risarcimento di 200 milioni di lire. Fu allontanato poi dallo stesso segretario regionale». E nessuno a Grosseto ha voluto seguire le sue orme.
Matteo Baccellini
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