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«Marras dica no alla preapertura della caccia»

GROSSETO. Legambiente e il Wwf l’hanno già chiesto alla Regione e adesso rinnovano l’invito alla Provincia di Grosseto: «Chiediamo un atto di coraggio per "adeguata gestione" del patrimonio...

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GROSSETO. Legambiente e il Wwf l’hanno già chiesto alla Regione e adesso rinnovano l’invito alla Provincia di Grosseto: «Chiediamo un atto di coraggio per "adeguata gestione" del patrimonio collettivo: il rifiuto delle richieste di preapertura della attività venatoria, e l'immediata sospensione dell'attività di addestramento cani fintanto che non venga superata la attuale situazione di emergenza idrica. Andrà poi valutata nelle prossime settimane l'eventualità della sospensione della caccia agli acquatici da appostamento e la proroga dell'apertura generale dell'attività venatoria, se permarrà la gravissima situazione di emergenza idrica generalizzata».

Wwf e Legambiente si dichiarano insoddisfatte «della risposta che ha dato la Regione Toscana, di togliere uno dei due giorni previsti per la preapertura della caccia. Una decisione che, nonostante gli appelli e il richiamo a provvedimenti cautelativi da parte di Ispra, sembra insensibile alla grande crisi ambientale». A Rossi è stato chiesto di «prorogare la preapertura in base alla legge regionale 3/94 (articolo 18) che consente al presidente della Giunta regionale di vietare o ridurre la caccia per “sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche” evitando così un danno sempre più grande alla biodiversità del territorio».

Insieme alla Lipu, inoltre, Legambiente e Wwf dichiarano di condividere « le preoccupazioni del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, che lo hanno indotto a chiedere il posticipo della stagione venatoria» e invitano il ministro dell’ambiente, Corrado Clini, «a coordinarsi per assumere le dovute iniziative».

La Regione viene quindi invitata a uniformarsi «completando l'impegno preso della giunta regionale di limitare la preapertura della caccia a una sola giornata, escludendo gli acquatici, limitando il danno ma non intervenendo in modo esaustivo e inefficace per limitare i gravi danni alla fauna selvatica: patrimonio dello stato oltre che enorme ricchezza per il nostro territorio. Anche in Maremma, una delle aree più colpite a livello regionale da incendi e siccità, non avrebbe alcun senso anticipare la stagione venatoria».

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