La manifestazione
I genitori: «Rimodulare le tariffe. Il Comune ci riceva»
GROSSETO. «Chiediamo la rimodulazione delle tariffe alla luce degli aumenti previsti per l'anno scolastico alle porte». Così i genitori grossetani che da giorni protestano per il caro-tariffe all'asil...
GROSSETO. «Chiediamo la rimodulazione delle tariffe alla luce degli aumenti previsti per l'anno scolastico alle porte». Così i genitori grossetani che da giorni protestano per il caro-tariffe all'asilo tornano a far sentire con una nota la loro voce nel giorno in cui si riunisce, come annunciato al Tirreno dall'assessore Luca Ceccarelli, il cda dell'istituzione Iside. "«n giorno - spiegano - che potrebbe essere decisivo per il futuro di molte famiglie grossetane che hanno i propri figli già iscritti negli anni scorsi ai nidi e alle materne comunali».
«Siamo fiduciosi che il cda di Iside ci ascolterà – dicono le mamme e i papà che hanno dato vita a un comitato spontaneo - e che le nostre rimostranze iniziate sul gruppo Facebook “Cara Grosseto, vorrei dire qualcosa”, non rimarranno parole al vento. Abbiamo dimostrato che gli aumenti paventati sono per molti di noi insostenibili ed Iside di certo terrà in considerazione le nostre difficoltà e rimodulerà le tariffe».
I genitori tornano a contestare anche il fatto che quando a gennaio hanno riconfermato l'iscrizione dei propri figli alle scuole comunali hanno deciso sulla base delle vecchie tariffe. «Solo da poco siamo venuti a sapere - scrivono - di aumenti fino al 300% delle tariffe, visibili per altro solo sul sito di Iside senza nessuna comunicazione via posta. E ora è troppo tardi per organizzarsi per soluzioni alternative in altre strutture. Di fatto molti di noi non possono permettersi tariffe da 400 euro».
E per chi a un figlio al nido e uno alla materna, come può succedere, una famiglia deve accantonare per questo capitolo di spesa fino a 700 euro. «Praticamente un mutuo», lamentano le mamme e i papà. Quanto alla finalità della riforma di sostenere i redditi bassi il giudizio è tranchant: «È solo finto buonismo dire di voler andare incontro ai ceti meno abbienti: ci sono altri modi per farlo senza penalizzare gli altri. Del resto non è vero che gli asili comunali sono a cinque stelle: le strutture sono vecchie, le mamme portano da casa carta igienica, pannolini e materiale didattico di base. Se scegliamo le scuole comunali è solo per la valida offerta formativa ma molti di noi saranno costretti ad abbandonarla». L'auspicio dei genitori è di arrivare a un incontro aperto con il Comune e con Iside per dirimere la questione. (s.l.)
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