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Abusi eliminati ma nessun accordo trovato

Abusi eliminati ma nessun accordo trovato

Le cooperative all’attacco dell’amministrazione: un’estate con i villaggi chiusi e la tegola del tribunale

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FOLLONICA. Proprietari dei villaggi turistici infuriati con l’amministrazione. «Se qualcuno spera che le cooperative falliscano si sbaglia, i soci sono uniti più che mai». E ancora: «Vicenda grottesca, che assomiglia ad una telenovela a puntate». Così il comitato soci della cooperativa Aurelia padrona del Veliero, descrivono la storia che ruota intorno alle due strutture ricettive (Veliero e Mare Sì). Dopo una tregua estiva si torna all’attacco. Il comitato scrive una lettera aperta al primo cittadino Eleonora Baldi, chiedendole una risposta alle sue domande. «Noi siamo sicuri di non aver fatto azioni contrarie alla legge e ci riferiamo agli abusi contestati - si legge nella missiva - Ci ha ordinato di togliere i caravan, è stato fatto alla presenza dei vigili urbani, 190 mezzi in 15 giorni con l’ausilio di due carri attrezzi, cioè trainandoli sulle ruote e non sollevandoli con gru perché infissi in maniera stabile al suolo. Ci ha ordinato di togliere le tettoie, è stato fatto in pochi giorni tanto erano semplici, quattro pali di legno, un canniccio, un telo di copertura e non necessitavano di concessioni edilizie, così avevate risposto ad una richiesta di autorizzazione della cooperativa».

Ancora il problema relativo ai documenti, il contratto di prenotazione con il gestore, anche quello annullato. Così chiedono perché il dirigente che ha firmato l’ordinanza non l’ha revocata dopo che la cooperativa ha ottemperato ai suoi ordini rimuovendo i presunti abusi? «Perché c’è bisogno di un accordo procedimentale se quello che lei ci ha contestato non esiste più?». Dal villaggio vicino, Mare Sì invece Ottavio Verdi, il presidente della cooperativa proprietaria interviene sul concetto di legalità più volte ribadito dal sindaco Baldi, commentando la recente notizia dell’arrivo di un nuovo avviso di garanzia al dirigente comunale all’Urbanistica di Follonica. «Ci colpisce leggere sulle cronache locali dell’ennesima inchiesta aperta dalla Procura a quanto pare su autorizzazioni edilizie sospette, ipotesi d’accusa che al momento chiama in causa il dirigente del settore, peraltro uno dei grandi accusatori di Mare Si. Ci chiediamo se questa amministrazione abbia creduto e creda veramente nel principio di legalità, come ci auguriamo. Sarebbe triste immaginare che tutte le volte che gli amministratori pubblici sventolavano la bandiera della legalità per dare addosso alla cooperativa Mare Si – colpevole secondo loro di lottizzazione abusiva – agitavano, magari inconsapevolmente, un semplice spot».

A breve proprio la Mare Sì dovrebbe incontrare il governo locale: solo allora si capirà l'evoluzione della vicenda. (p.v.)

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