Il dolore
Scarico delle acque reflue e nuova cassa integrazione
La Provincia autorizza Scarlino Energia a proseguire nella depurazione I dipendenti lavorano a rotazione in attesa della sentenza del Consiglio di Stato
SCARLINO. L’inceneritore di Scarlino, dopo le vicende giudiziarie che lo hanno travolto, vive di richieste d’autorizzazione. E in questi giorni, due in particolare sono al centro dell’attenzione, anche se non riguardano la combustione di materiali. La prima, accolta, è l’autorizzazione per la depurazione delle acque reflue, che la Provincia ha rilasciato dopo la scadenza dell’ordinanza firmata a gennaio dal presidente Leonardo Marras. La seconda, in attesa della chiusura dell’iter, riguarda la proroga della cassa integrazione per i 60 dipendenti, visto che il termine è scaduto il 25 agosto. Certo, l’aspetto più importante per Scarlino Energia e non solo rimangono la nuova Via e la nuova Aia, ovvero le autorizzazioni per riaccendere i forni. Il procedimento va avanti, con l’ultimo passo scandito proprio la settimana scorsa con la presentazione delle risposte, da parte della società, alle osservazioni fatte riguardo al nuovo progetto. Un procedimento questo che va avanti sempre in attesa che il Consiglio di Stato batta un colpo, pronunciandosi sul ricorso contro la sentenza del Tar che l’autunno scorso ha annullato Via e Aia all’inceneritore. Intanto però ci sono anche altre richieste che devono essere perfezionate. Su tutte, quella per la secondo proroga della cassa integrazione per i dipendenti, visto che la prima, attivata a primavera, è scaduta il 25 agosto. Qui l’azienda, i sindacati e le rsu aspettano solo che il procedimento venga formalizzato dall’Inps. I criteri per gli ammortizzatori infatti sono gli stessi: cassa integrazione ordinaria a rotazione. La proroga dovrebbe essere per altre 13 settimane, permettendo a una decina di lavoratori di andare comunque al lavoro nonostante i formi siano spenti.
Altro discorso riguarda la nuova autorizzazione per la depurazione delle acqua reflue. L’ordinanza firmata da Marras (in maniera straordinaria) al momento dell’annullamento della Via infatti prevedeva che Scarlino Energia facesse richiesta per una nuova autorizzazione riferita a questo specifico servizio. È stata rilasciata in questi giorni, in concomitanza con la scadenza dell’ordinanza. Nella determina di Palazzo Aldobrandeschi si legge che è stato dato il via libera a Scarlino Energia per lo «scarico delle acque reflue industriali provenienti dall'impianto di depurazione, denominato in sigla Tas», facendo particolare attenzione al rispetto dei valori di determinati parametri. Questa autorizzazione però non cambia la situazione in termini di occupazione, visto che fino ad oggi il servizio è comunque andato avanti grazie all’ordinanza.
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