Il Tirreno

Grosseto

Fulmine sul campanile di S. Giuseppe

di Fiora Bonelli
Fulmine sul campanile di S. Giuseppe

Cadono due grosse pietre dalla chiesa di Castel del Piano: il parroco le usa per raccogliere le offerte per la ricostruzione

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CASTEL DEL PIANO. Un fulmine si è abbattuto ieri verso le 13,30 sul campanile della Chiesa di San Giuseppe a Castel del Piano. La tanto attesa “Beatrice”, insomma, prima del sollievo, ha portato le saette. Vigili del fuoco, guardie municipali, Misericordia, parroco, sindaco, operai comunali, si sono messi subito al lavoro per fronteggiare la situazione. I Vigili dopo i primi interventi hanno invitato il sindaco a adoperarsi immediatamente per mettere il complesso in sicurezza in modo permanente.

ACQUAZZONE Il violento acquazzone che si è abbattuto sull’Amiata verso l’ora di pranzo e nel primissimo pomeriggio è stato accompagnato da violenti fulmini: uno di questi ha squarciato il campanile della chiesa secentesca di San Giuseppe che si trova in corso Nasini. Saltato l’impianto elettrico che serve per le campane. La violenta scarica, attratta dalla presenza del bronzo delle campane, ha divelto due grosse pietre di copertura della cupola della cella campanaria, in una zona che è senza parafulmini. Le due pietre sono cadute su un tetto sottostante, rovinandone le tegole prima di abbattersi in via la Piana, nel centro storico, dove fortunatamente non passava nessuno.

I Vigili di fuoco di Arcidosso hanno avuto poi bisogno di un mezzo arrivato da Grosseto, munito della scala e di un cestello per poter liberare il tetto dalle tegole rotte e togliere le pietre pericolanti e smosse dalla cupola del campanile. Il responsabile della polizia municipale ha transennato il corso e interrotto la circolazione durante l’intervento. Sono accorsi sul luogo danneggiato anche il governatore della Misericordia Franco Cosimi, il parroco Don Giovanni e il sindaco Claudio Franci.

E mentre i Vigili stavano lavorando per rendere sicuro il campanile, si sono chiesti con quali risorse avrebbero sopportato il futuro intervento di ripristino. La chiesa di San Giuseppe, infatti, appartiene alla Misericordia, ma non è certo esclusa dall’interesse religioso del parroco. «Pochissimi i soldi in cassa per queste emergenze», hanno detto subito Cosimi e Don Giovanni. Per questo i due hanno avuto l’idea di chiamare la popolazione a contribuire alle spese necessarie.

PIETRE IN CHIESA Il parroco ha fatto dunque portare le due grandi pietre cadute dal campanile nella Chiesa della propositura sotto l’immagine di San Giuseppe (a cui è dedicata la chiesetta colpita dal fulmine) e le ha messe sotto gli occhi dei fedeli. Se vorranno potranno lasciare lì il loro contributo per partecipare al restauro.

Il sindaco Claudio Franci ha anche dichiarato di avere a disposizione un fondo per gli edifici religiosi, ma che lo potrà usare solo con l’assenso degli istituti religiosi competenti, altrimenti non li potrà spendere. Tutti gli interventi di emergenza sono finiti dopo circa tre ore, attorno alle 16,30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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