Il Tirreno

Grosseto

Porto Ercole ostaggio del branco

di Francesca Gori
Porto Ercole ostaggio del branco

Vasi gettati sulle auto parcheggiate e panchine divelte: le notti brave dei ragazzini bene che terrorizzano il paese

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PORTO ERCOLE. C’era una volta Porto Ercole, tranquillo paese di pescatori difeso da due forti e cinto dalle mura, località di villeggiatura esclusiva tra alberghi a cinque stelle e locali. C’era una volta e ci sarebbe ancora. Non fosse per quell’orda di ragazzini che da cinque notti stanno mettendo a ferro e fuoco il paese argentarino, provocando danni e facendo impazzire di lavoro carabinieri e amministrazione, minacciando chi lavora la notte e sfasciando tutto quello che si trovano davanti. Compresa, quasi, la statua della Madonnina. «È una situazione che sta diventando insostenibile - dice Michele Lubrano, il delegato del sindaco Cerulli - perché l’amministrazione ha pochi soldi per pagare tutti quesi atti vandalici». Dall’una di notte alle cinque del mattino, negli ultimi cinque giorni della settimana è successo di tutto. E non è colpa di Lucifero, del caldo infernale che sta facendo perdere la testa (e la pazienza) a tanti.

«Sono un branco - dice il sindaco Arturo Cerulli - e ci stanno creando problemi davvero seri». I carabinieri sono già sulle tracce di quei ragazzini terribili: figli di papà, perlopiù laziali, in vacanza con i genitori, alloggiati in ville o sugli yacht ormeggiati a Cala Galera. l’identikit tracciato è questo.

Dopo la rissa che si è scatenata sabato scorso all’uscita del Red Carpet, la discoteca di Cala Galera, le notti portoercolesi non sono state più le stesse. Fosse stato il male degli schiamazzi: in una notte sono stati divelti i vasi dei fiori che si trovano sul viale Italia, proprio davanti alla caserma dei carabinieri e sono stati buttati giù, sulle auto parcheggiate. Il risultato sono stati una sequenza di cofani accartocciati, di tettini delle auto danneggiate, di proprietari esasperati. In piazza Santa Barbara invece, si sono divertiti a spaccare una panchina e a gettarla sul lungomare, sulla banchina hanno sfasciato una centralina elettrica, rischiando anche di fare male a qualcuno. «Ieri mattina gli operai del Comune - dice Cerulli - sono andati subito a sistemare quella centralina, ma la ditta specializzata arriverà solo domani mattina. Non si può andare avanti così». E, come se non bastasse, dopo aver minacciato con una bottiglia rotta un guardiano notturno, hanno anche cercato di gettare in mare la Madonnina del porto, quella che da secoli accoglie i naviganti che arrivano dopo aver attraversato il mare e hanno gettato le recinzioni sulle barche ormeggiate al porto.

Una decina di ragazzini, probabilmente tutti minorenni. Vandali scatenati che non sanno come passare la notte a Porto Ercole, ma che potrebbero essere fermati presto dai carabinieri. Le telecamere di sorveglianza installate in paese qualcosa hanno registrato e ieri sera, i controlli sono stati intensificati.

A Porto Ercole, quindi, notti tranquille se ne sono dormite poco, ultimamente. «Da mezzanotte in poi sembra essere diventato il far west - dice Lubrano - e fino ad ora non siamo riusciti a contenerli, ma ora, siamo certi di essere a una svolta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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